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A Mondragone il focolaio non è spento, ma i casi sono tutti riconducibili ai 40 già scovati nelle abitazioni ex Cirio

covid campania Mondragone
Focolaio di Covid-19 a Mondragone

Altri 23 casi a Mondragone, il focolaio non è per niente spento. Lo screening previsto dall’Unità di Crisi della Regione Campania continua a rilevare nuovi casi, tutti riconducibili alle 40 persone risultate positive in questi giorni. Le palazzine ex Cirio sono infatti diventate zona rossa scaturendo polemiche e scontri.

Oggi nella provincia di Caserta è stato in visita anche il leader della Lega Matteo Salvini. Ulteriori scontri, polemiche e fischi per Salvini che è stato costretto ad annullare il suo secondo incontro previsto al lido Kuursal.

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Coronavirus, proteste a Mondragone

Per la situazione sono stati isolati ben quattro dei palazzi Cirio, dove ora sono diverse le famiglie costrette a non poter lasciare il proprio appartamento. Un nuovo lockdown inaspettato per queste persone dopo i nuovi positivi. Motivo che ha scatenato la rabbia dei residenti, molti dei quali hanno deciso di protestare animatamente quest’oggi. Sul posto è intervenuto anche il sindaco Virgilio Pacifico, contro il quale i toni sono tutt’altro che calmi.

Nella folla c’è chi recrimina l’impossibilità di andare a lavorare, chi pretende la la sanificazione e chi vorrebbe invece poter far uscire i propri bambini la recente e lunga chiusura domiciliare. A far scatenare la rabbia – come si apprende anche nelle immagini – è parallelamente l’indisciplina degli stranieri, i quali, come documentato in diverse occasioni nelle ultime ore, continuano con le loro fughe riunendosi per consumare cibo e alcol senza porsi alcun problema. La rabbia è enorme e rischia di esplodere una vera bomba nella località.