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Fase 2 Piemonte, stop all’uso delle mascherine: il via dal 3 giugno. Il governatore Cirio ha deciso di riaprire la Regione in entrata e in uscita a partire da mercoledì

Via le mascherine in Piemonte
Fase 2 Piemonte, stop all’uso delle mascherine: il via dal 3 giugno (Foto: Getty)

Un segnale positivo verso la riapertura del nostro Paese arriva dal Piemonte, dove l’uso delle mascherine all’aperto non sarà più obbligatorio a partire dal 3 giugno. Una vera e propria Fase 2 Bis quella che ci attenderà a partire da mercoledì, con la possibilità di girare finalmente su tutto il territorio nazionale senza comprovato motivo.

Il governatore Alberto Cirio ha confermato nel corso di una conferenza stampa tutte le anticipazioni dei giorni scorsi: “Siamo pronti a garantire l’ingresso di tutti gli italiani in Piemonte a partire dal 3 giugno e dalla metà del mese anche al resto d’Europa”.

Poi sulle mascherine sottolinea: “Bisognerà mettersi la mascherina solo quando non si potrà provvedere al mantenimento del distanziamento minimo. Questo non significa che si potrà stare vicino senza mascherina, ma si potrà avere la libertà di non indossarla quando si è da soli“.

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Fase 2 Piemonte, stop all’uso delle mascherine: il via dal 3 giugno

Alberto Cirio Piemonte
Fase 2 Piemonte, stop all’uso delle mascherine: il via dal 3 giugno (Foto: Getty)

Oltre alla maggiore elasticità sull’utilizzo della mascherina, arrivano anche altre importanti novità per i piemontesi e chi deciderà di recarsi in quella zona. Sarà di nuovo possibile fare il bagno al lago. Nei vari bacini idrici rinomati della Regione (Maggiore, Orta, Mergozzo, Avigliana, Candia, Sirio, Viverone) decade infatti il divieto di balneazione, in vigore dalla Fase 1.

A confermare il lento ma costante ritorno alla normalità ci ha pensato anche il vicepresidente regionale Fabio Carosso, che ha sottolineato come in Piemonte la mobilità sia tornata al 75% dei valori abituali.

La battaglia contro il Covid-19 non è comunque terminata e l’immunità di gregge è ancora un lontano miraggio. Proprio per questo l’assessore Matteo Marnati ha annunciato che verranno eseguiti circa 25mila test sierologici a determinate categorie esposte al pubblico su base volontaria, per evitare nuovi focolai.

In più lo stesso Cirio ha voluto ribadire che qualora arrivasse un vaccino per il coronavirus sarà reso obbligatorio per tutti gli over 60 e “sarà interamente a carico dei conti pubblici”.

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