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Fase 2, da lunedì 18 maggio anche bar e locali hanno ripreso con le loro attività. Movida e assembramenti potrebbero portare a multe salate e chiusure

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Con la “nuova” fase 2, la movida ha ripreso con le sue attività (Getty Images)

A tre giorni dall’allentamento delle misure anti Coronavirus e dalla concessione degli spostamenti all’interno della proprio regione di residenza, il Viminale è pronto a fare dietrofront. Le immagini arrivate di pub super affollati, con gente ammassata e senza protezioni hanno fatto scattare l’allarme nel Governo. Il primo weekend della “nuova” fase 2 rappresenta inoltre un pericoloso campanello d’allarme, tanto da portare la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ad intervenire.

Per tentare di arginare in ogni modo il rischio di una nuova crescita della curva di contagi, il Viminale ha emanato due provvedimenti. Il primo, risalente al 19 maggio, sottolinea il divieto di assembramenti nei luoghi aperti al pubblico. Ieri mattina, una seconda circolare ha dato il via ad un aumento dei controlli, che dovranno tenere sott’occhio le zone più affollate e a rischio, soprattutto dalle 6 di pomeriggio in poi.

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Fase 2, occhio alla movida: i provvedimenti

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Tra i provvedimenti, multe salate e sospensione delle licenze (Getty Images)

La concessione degli spostamenti all’interno della propria regione di residenza con la “nuova” fase 2 ha portato, nei giorni scorsi, a diversi episodi di assembramenti non consentiti al di fuori di luoghi aperti al pubblico. Il che ha fatto scattare il campanello d’allarme all’interno del Viminale, che ha emanato una serie di provvedimenti e controlli aggiuntivi. Tra questi, già da ieri sera le zone più a rischio sono state affidate a un maggior numero di Forze dell’Ordine. Il loro compito è quello di far rispettare il distanziamento sociale.

Come primo esperimento, il compito di Polizia e Carabinieri sarà quello di invitare le persone a mantenere le distanze e il rispetto delle misure anti Coronavirus. In caso di risposta non efficiente, scatteranno multe da 400 a 3000 euro. Rischi maggiori per bar e ristoranti che, qualcosa non rispettassero i limiti imposti dal Governo, potrebbero incorrere in multe salatissime o addirittura alla sospensione temporanea della licenza.

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