Covid, Vespignani: “I virologi non hanno capito nulla, come sconfiggerlo”

Il professor Alessandro Vespignani, fisico ed epidemiologo di fama internazionale, ha spiegato ciò che servirebbe per sconfiggere realmente il Covid 19

Il professor Alessandro Vespignani, noto fisico ed epidemiologo, ai microfoni di TPI ha rilasciato un’interessante intervista nella quale fa il punto sulla situazione legata al coronavirus e parla di un possibile modo per sconfiggerlo.

In primis sconfessa i colleghi virologi affermando che “sono le persone meno indicate per capire come si sviluppa una epidemia”. La differenza tra virologo ed epidemiologo è che, mentre quest’ultimo studia i dati riguardanti il virus e lavora di statistiche principalmente, il primo è addetto solo a studiare il virus e trovare un vaccino.

Sul rischio poi di 150 mila terapie intensive nel caso di errori nella Fase 2: “Molto verosimile, proprio per tutto quello che abbiamo detto su contagi occulti e capacità di trasmissione uomo-uomo”.

Covid 19, Vespignani spiega le 3T per sconfiggere il virus

Coronavirus test Italia
Coronavirus, tre nuovi studi in Italia (Getty Images)

Per sconfiggere il virus, Vespignani sembra avere a portata di mano la ricetta giusta che, a sua detta, si basa sulle 3T. Quali sono? Testing, tracing and treating (testare, tracciare e trattare).

I test e tamponi, purché siano omologati, andrebbero fatti a tappeto. Bisognerebbe servirsi di una determinazione ossessiva e di un esercito che in Italia – dice – non si vede.

Passando alla seconda T, il tracciamento, sarebbe un buon modo per controllare al meglio la popolazione. Un positivo, in nazioni come Cina e Corea, se ha avuto contatti con altre persone, queste ultime finiscono in quarantena per almeno 14 giorni in qualsiasi caso. In Italia invece non è stata ancora presa una precisa posizione in merito. Poi chiarisce: “Siccome non va dimenticato che tutto questo ha un costo sociale enorme, se il contatto è avvenuto dieci giorni fa e sei negativo devi essere isolato solo cinque giorni”.

In ultimo, la terza T riguarda il trattamento dei pazienti e per rendere efficiente questo aspetto servirebbe ci fossero ospedali Covid in tutte le regioni.

“Se siamo bravi non ci sarà, possiamo cambiare la traiettoria dell’epidemia. Normalità? Non c’è una data, ma dev’essere un obiettivo. La risposta unica è: ‘solo quando avremo più farmaci e il vaccinoi”, conclude sulla seconda ondata e su una possibile data di ritorno alla normalità, quella vera.

Coronavirus Piemonte

LEGGI ANCHE—> Coronavirus, il vaccino italiano funziona: i test proseguono spediti