Fase 2 Germania, nuovo aumento dei contagi: non è vero!

Fase 2 Germania, nuovo aumento dei contagi: non è vero! Le Iene smentiscono il dato condiviso da molti organi di informazione negli ultimi giorni

Aumento contagi Germania falso
Fase 2 Germania, aumentano i contagi: non è vero! (Foto: Getty)

Dall’inizio di questa settimana abbiamo assistito ad un vortice di informazioni condivise dalla maggior parte degli organi di informazione riportanti l’aumento dei casi di contagio in Germania. Riaprire i negozi e le attività per il rilancio della Fase 2 sarebbe costato al governo di Angela Merkel una ondata di infezioni, tale da rimandare in difficoltà il sistema sanitario. Niente di più falso, almeno a sentire la testimonianza di un italiano che vive a Dusseldorf e ha deciso di raccontare la sua esperienza alle Iene. Sarebbe quindi falso il ritorno ad un indice R1 di contagiosità con conseguente idea di fermare la riapertura prevista in questo secondo step di ripresa. Gli stessi politici tedeschi non hanno mai parlato di questo e anzi continuano a mostrarsi fiduciosi per il progredire del rilancio economico.

Nessun ritorno alla Fase 1, nessuna marcia indietro. Per numero totale di casi la Germania è al sesto posto nel mondo, con 161.539 positivi ma con “solo” 6.467 vittime, imparagonabili alle oltre 27.000 dell’Italia. Il tasso di mortalità sensibilmente più basso è stato giustificato più volte con la migliore organizzazione del sistema sanitario teutonico, oltre all’incidenza del virus in fasce di popolazione meno anziane.

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Fase 2 Germania, nuovo aumento dei contagi: non è vero!

Germania Fase 2
Fase 2 Germania, nuovo aumento dei contagi: è falso (Foto: Getty)

Stefano Mento è un cittadino romano che vive a Dusseldorf per motivi lavorativi da 9 anni. Ha deciso di raccontare la propria esperienza alle Iene, portando dati e testimonianze di quello che effettivamente sta accadendo in Germania.

Nessuno qui ha parlato di un indice di contagio risalito a 1 né tanto meno di una chiusura preventiva di questa Fase 2, tra l’altro nemmeno definitiva cosi da queste parti”.

Nella fase del lockdown hanno chiuso le scuole e proibito gli assembramenti ma non hanno impedito alla gente di uscire e lavorare. E non c’erano autocertificazioni, poliziotti, droni o posti di blocco continui. Da lunedì 4 maggio riapriranno le scuole materne ed elementari, oltre a parrucchieri ed altre attività. Si richiede sempre la distanza di 1 metro e di evitare assembramenti con più di 50 persone“.

Stefano Mento poi sottolinea un aspetto importante: “Si stanno già preparando alla stagione estiva da giugno, con la possibilità di riprendere a usare gli aerei con accordi con alcuni altri paesi. Se gli infettati non supereranno l’1% della popolazione di 83 milioni di abitanti non ci sarà nessuno stop alla ripresa”.

Fase 2 Germania: i dati non sono allarmanti

A confermare i dati sotto controllo ci ha pensato anche l’Istituto Koch di Berlino, responsabile di controllo e prevenzione delle malattie infettive e fonte autorevole nel mondo in materia.  In Germania l’evoluzione dell’indice dell’R0 è stata la seguente: primi di marzo era a 3 (tre persone contagiate da ogni infetto), dal 21 marzo si è stabilizzato attorno a 1, mentre dal 15 aprile non si è più rialzato. Ciò certifica il rallentamento della diffusione del virus.

A quanto pare quindi l’aver preso come termine di paragone negativo la Germania per l’aver riaperto di più rispetto all’Italia, è stato solo un possibile tentativo di spiegazione del nostro approccio più conservativo. Decidere di ripartire con maggiore prudenza può anche essere giusto, ma non giustificando il tutto con false notizie.

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