Coronavirus e Serie A, c’è una data possibile per la ripresa

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Coronavirus e Serie A, dopo la proroga del lockdown su tutto il territorio fino al 3 maggio arrivano le prime conferme sulla ripresa

juve inter serie A
Serie A, primi allenamenti dal 4 maggio? (Getty Images)

Coronavirus e Serie A, dopo tante incertezze forse c’è finalmente una data sulla quale ragionare. E fin da adesso sembra la conferma che ancora prima di ripartire hanno già vinto Juventus e Inter mentre Claudio Lotito dovrà farsejne una raguiione. Il presidente della Lazio spingeva per ricomicniare gli allenamenti dopo Pasqua, dovrà aspettatre fino al 4 maggio.

Questo è infatti il senso della lettera spedita oggi dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ai presidenti dei Comitati Olimpico e paralimpico, Giovanni Malagò e Luca Pancalli: “Vi  prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio p.v. Nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici”.

Quindi se così dovesse essere, il calendario è già tracciato. Entro fine aprile i calciatori di Serie A saranno sottoposti ai test e agli esami previsti dal protocollo del comitato medico scientifico della Federcalcio. Poi una volta ottenuta l’idoneità alla ripresa, tutti in campo per gli allenamenti da lunedì 4 maggiosenza nessuna deroga antecedente. Il via dal 30 maggio o dal 6 giugno per completare le 12 giornate (più 4 recuiperi) necessati a finire la stagione. Significherebbe giocare per tutto giugno e luglio, con l’incognita delle coppe, internazionali ma anche nazionali.

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La Serie A ricomincia a maggio, polemica tra Malagò e Gravina

Giovanni Malagò Serie A Coronavirus
Giovanni Malagò ha idee chiare sulla sospensione della Serie A (Getty)

Tutto a posto quindi? Non proprio, perché la volontà del calcio di riprendere a tutti i costio, quasi esclusivamente per motivi televisivi, a Malagò non è piaciuta. Oggi, intervistato da ‘Radio Radio’, il numero uno del Coni è stato chiarissimo: “Il mondo dello sport in modo quasi unanime, con tutte le Federazioni o quasi sta andando alla chiusura. Non alla sospensione ma alla cancellazione della stagione agonistica, qualcuna senza polemiche e senza strascichi, qualcuna con qualche colpo di coda”.

Il calcio invece fa repubblica a parte e secono Malagò negarlo sarebbe ipocrita. “Si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline, questo è sicuramente un fatto ormai acclarato”, ha concluso ribadendo quello che aveva già espresso anche nei giorni scorsi.

Figc Gravina
La Serie A vuole ripartire, parola di Gravina (Getty Images)

Un’accusa che però la Federcalcio non raccoglie. Lo testimonia il presidente Gravina, intervistato dall’ANSA: “Tutti si fermano e il calcio no? Non entro nel merito delle scelte che hanno adottato le altre discipline. Ma il calcio ha una sua specificità, lo è per dimensione, per partecipazione e per impatto economico”.

Chiudere, secondo il numero uno della Figc, provocherebbe un notevole danno sociale, oltre che economico. Il timore è quello di essere sommersi di ricorsi, in primis da chi potrebbe esdsere promosso, ma anche andare in Champions League piuttosto che cucirsi lo scudetto sulle maglie. Quindi una volta che sarà chiaro come ricominciare, il calcio lo farà.

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