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Grottaferrata, la croce custodita all’abbazia di San Nilo è la copia fedele della Crux Mensuralis, unica prova certa della vera altezza di Gesù

Abbazia di San Nilo Grottaferrata Sindone
L’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata (Websource)

Grottaferrata, la croce all’abbazia di San Nilo non è come tutte le altre. Un oggetto di cuilto, anche se è custodita in una stanza di fianco ad una piccola cappella. Ma è anche molto di più. Perché oltre ad un materiale particolare come il porfido rosso con il quale è stata realizzata, è la copia fedele della Crux Mensuralis di Giustiniano.

Alta 180 centimetri, ha la stessa misura del corpo di Gesù che troviamo sulla Sindone. In più ha il braccio orizzontale molto corto, proprio come se fossero le spalle di un uomo. Un segno evidente dell’unione simbolica tra questa chiesa vicina a Roma e la cappella del Duomo di Torino che custodisce la Sindone.

L’abbazia di San Nilo sorge dove nel 1004 alcuni monaci bizantini, guidati da quello che sarebe diventato un santo, si stabilirono e costruirono una chiesa. E qui è custodita la copia della Crux Mensuralis, manufatto ordinato a metà del VI secolo dall’imperatore Giustiniano. La versione originale è andata perduta nel 1204, quando i musulmani conquistarono Costantinopoli. E secondo uno scritto dell’epoca (dello storico Procopio di Cesarea), il suo  tratto verticale era alto 1 metro e 80. “Riporta la statira del Nostro Signore Gesù Cristo, il quale fu misurato diligentemente da uomini fedeli e degni di fede…”.

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A Grottaferrata è come la Sindone  Torino, pronta la nuova ostensione

Le misure della Crux Mensuralis sono le stesse identiche della croce conservata gelosamente all’abbazia di San Nilo. E per questo c’è un legame molto profondo tra Grottaferrata e Torino. Lo testimonia anche Monsignor Ricci, grande studioso della Sindone, che ha esguito dei calcoli sulle reali misure di Gesù Cristo. Anche lui era arrivato alla conclusione che fossero proprio 180 centimetri, senza possibilità di errore.

Misure che nei secoli successivi furono anche confermate in un altro testo, il ‘De Linteis Sepulchralibus Christi Servatoris’, pubblicato nel 1624. Qui erano state paragonate le misure tra la Sindone e il Sudario di Besançon, bruciato durante la Rivoluzione francese e oggi ricoprdato solo da qualche quadro. Nel testo si parla di una statura che dal vertice fino al piede è di di 6 piedi geometrici meno 3 dita (quindi 1,81 metri). Una prova ulteriore quindi che quelle misure non mentivano.

In ogni caso la discussione rimane aperta da tempo. Rimane certo il fatto che la Sindone è venerata in tutto il mondo e ogni sua ostensione è un evento. La prossima, a cinque anni di distanza dall’ultima, è stata confermata dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Avverrà in occasione della 43esima edizione dell’Incontro internazionale organizzato dalla Comunità ecumenica di Taizé a Torino. L’appuntamento è in programma dal 28 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021 e richiamerà nel capoluogo piemontese migliaia di persone.