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Coronavirus, conferenza stampa del premier Giuseppe Conte: ecco dove seguire in diretta le parole del presidente del Consiglio dei ministri.

lettera commerciante
(Getty Images)

L’emergenza Coronavirus in Italia continua ad allargarsi a macchia d’olio e, ad oggi, si registrano addirittura 54.039 contagi e 6.820 morti nel nostro paese. Proprio per questo motivo, a breve, il premier Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa per comunicare al popolo italiano quanto deciso dal Consiglio dei Ministri. Segui in diretta l’intervento del premier Conte:

E’ un decreto Legge che riordina la disciplina. Fin dall’inizio abbiamo varato un decreto legge che con successivi DPCM miglioravano e perfezionavano le misure. Tali DPCM sono flessibili e ci permettono di misurare e mitigare le scelte fatte.

A livello sanzionatorio abbiamo introdotto una multa, che va dai 400 ai 3000 euro secondo la gravità del reato commesso. La contravvenzione attualmente prevista si sostituisce con una multa da 400 a 3000 euro. Sono molto soddisfatto della reazione che tutti gli italiani stanno avendo e tutti i cittadini stanno ponendo in essere per rispettare le prescrizioni. Le forze dell’ordine fanno bene a gestire e controllare, perché qualcuno che viola le regole c’è, ma la maggioranza sta rispettando le regole e questo mi rende felice. Tutti devono fare la propria parte e questo deve renderci orgogliosi e fieri. Solo se tutti facciamo il proprio si mette in sicurezza la famiglia, se stessi e la nazione.

Da questa mattina, poi, assisto all’indebita diffusione di una bozza, che è una versione precedente a quella a cui stiamo lavorando. Non tenetene conto, ma vorrei precisare sulla durata dell’emergenza fino al 31 luglio 2020. Nulla di vero, assolutamente no. Quando abbiamo adattato il promo provvedimento, abbiamo sancito lo stato d’emergenza, fatto un attimo dopo che l’OMS ha decretato il carattere emergenziale del virus. Tutto questo per uno spazio di sei mesi. Ma questo non significa che le misure restrittive che sono in vigore saranno attive fino a luglio 2020.

Speriamo davvero che al 31 luglio 2020, le cose miglioreranno e potremo tornare alla nostra vita. Anzi, di più, dico anche che spero di essere cittadini migliori per allora. Tutti noi, infatti, credo stiamo riflettendo sui nostri stili di vita e sulle proprie scelte fatte. Spero che ne trarremo il giusto insegnamento”.

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31 luglio? Ripeto, non è la data definitiva. Quella è la data astratta del periodo di emergenza decretata quando abbiamo indetto l’emergenza nazionale.

Multa? Dai 400 ai 3mila euro. Se la violazione è stata fatta tramite veicolo, allora l’aumento della sanzione è di un terzo, ma non c’è il fermo amministrativo.

Regioni? Abbiamo ordinamento su base regionale, la sanità e di competenza nazionale. Stiamo lavorando alle carenze degli ospedali, ma la competenza è nazionale. Quindi possiamo agire soltanto in accordo con la regione, ma le misure restrittive vengono disciplinate dallo stato.

Sindacati? Le porte sono sempre aperte a loro, io lavoro con loro. La miglior modalità per prendere delle decisioni è il confronto, loro ci danno punti di vista diversi, ma poi è il governo a scegliere. Non possiamo introdurre modalità di co-decisione, sono cose degli anni 90 e sono superate. Ora serve il confronto, quando abbiamo deciso di adottare un provvedimenti di chiusura abbiamo parlato con i sindacati. L’Italia non ha mai affrontato problematiche enormi con i sindacati. Si può fare meglio, ma non c’è una risposta che può mettere tutti d’accordo. Alcuni sindacati non sono felici, ma le filiere produttive sono molto integrate ed è complicato. Se mangiamo cibo del supermercato, ecco che serve l’azienda che fa il polistirolo e l’azienda che fa la pellicola“. 

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Spero che non ci saranno scioperi, e lo spero anche per i benzinai. Dobbiamo garantire a tutto il Paese quello che serve per sopravvivere, il governo non può permettersi altro. Vi assicuro la distribuzione del cibo e del carburante.

Tamponi? E’ difficile pensare di avere il numero esatto di contagiati. E’ difficile, davvero molto.

Scioperi? Non arriveremo a questo secondo me, c’è un forte senso di unione e di patriottismo. Per questo ho passato ore con i sindacati per i decreti già pubblicati. Per il carburante, ora faremo un’ordinanza per gestire meglio gli orari di apertura delle pompe di benzina, per essere certi che ci sarà la fornitura. E’ comunque chiaro che dovremo tenere in piedi e quindi presidiare le zone e le attività fondamentali per far marciare una macchina statale che sta camminando a rilento.

Accentrare il potere delle regioni allo Stato? Credo che quello attuale sia la modalità migliore per fare le cose. Non è possibile accentrare il potere. Preferiamo la strada della collaborazione, la chiediamo ai cittadini e quindi la vogliamo dalle autorità, dando il buon esempio. Siccome poi la sanità è nelle mani delle regioni, ecco che improvvisamente avere noi della potenza decisionale, comporterebbe dei meccanismi molto poco funzionali. Tutto il patrimonio informativo non è quello che possiamo avere noi. Le Regioni conoscono meglio criticità e problematicità. Questa modalità di procedere, comunque, sta dando i risultati sperati e siamo contenti. Abbiamo riconvertito 78 ospedali in COVID-Hospital. Abbiamo portato le unità di terapia intensiva da 5343 a 8370. E le sub-intensive da 6525 a 26699. I risultati sono evidenti, nella drammaticità del momento.

Esercito nel Sud? Stiamo già utilizzando all’esercito. Utilizziamo il personale militare e medico per intervenire nelle situazioni più critiche. Stiamo riconvertendo i militari per l’attuazione del piano “Strade Sicure”. Ma anche le forze dell’ordine stanno facendo benissimo. Poi c’è anche la nuova multa di cui vi ho parlato per punire i cittadini. Però le persone non devono pensare che la tenuta dell’ordine sia soltanto a carico della militarizzazione della zona. L’ordine pubblico è comunque tenuto in maniera ottimale”. 

Coronavirus, Conte chiude così la conferenza stampa. Di seguito il video completo dell’intervento video.

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