Giorgia Meloni vuole andare in Parlamento, ma le assenze la smentiscono

Giorgia Meloni ha pubblicato un post nel quale chiede di far lavorare i parlamentari. “Noi vogliamo lavorare, lasciatecelo fare”. Peccato sia nella top 6 delle assenze in Parlamento…

assenze in Parlamento Giorgia Meloni
Giorgia Meloni in Parlamento (OpenPolis)

“In un momento di emergenza nazionale i primi a dover lavorare devono essere i Parlamentari. Non ci sono scuse. Lo stiamo chiedendo ora dalla Camera dei Deputati”. Un post bello accorato, quello di Giorgia Meloni, che ha pubblicato su Twitter il video della sua arringa alla Camera. “Se ci sono fior fiore di italiani che in queste ore stanno facendo il loro lavoro, sacrificandosi per chi sta a casa, a maggior ragione noi parlamentari dobbiamo dare l’esempio e lavorare anche noi. Il Parlamento deve poter operare e dare un segnale alla popolazione che in questo momento di emergenza noi ci siamo”.

E sarebbe davvero un gran bel messaggio, se non provenisse da una delle deputate più assenti di questa legislatura. Attraverso una semplicissima ricerca su Openpolis sui politici che hanno più assenze in Parlamento, infatti, emerge un dato che fa riflettere. Se parliamo di assenze in Parlamento, Giorgia Meloni ha dato forfait il 70,07% delle volte in questa nuova Legislatura, ben 3990 su 5694 totali. Anche già soltanto per l’immagine che si dà agli elettori non è esattamente il migliore dei messaggi. Predicare bene e razzolare male, molto male.

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Assenze in Parlamento, Giorgia Meloni in buona compagnia: c’è anche Sgarbi

Giorgia Meloni assenze Camera
Giorgia Meloni (Getty Images)

Fra i deputati più assenti, oltre a Giorgia Meloni c’è anche Vittorio Sgarbi, un altro politico che in questi ultimi tempi sta facendo parlare di sé per prese di posizione non proprio ortodosse. Ed ecco, in certi casi forse è meglio delegare a qualche altro collega di partito le uscite pubbliche, per non diventare attaccabili oltre ogni misura. Non è un momento facile per i nostri politici e forse per certi versi vanno anche compresi. Il coronavirus ha creato danni enormi, soprattutto il suo impatto sta andando oltre le più tragiche previsioni. Una superficialità bipartisan che ora stiamo pagando a caro prezzo.

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Fino a qualche settimana fa un po’ tutti, dal presidente della Regione Lombardia, Fontana, a quello della Regione Lazio, Zingaretti, ostentavano orgogliosamente il vessillo del “non fermiamoci”. Per non parlare di Matteo Salvini, che nei suoi puntualissimi tweet a commento di ogni notizia del giorno ha cambiato idea diverse volte. Ecco, in certi casi viene in mente il famoso detto “un bel tacer non fu mai scritto”. E forse a volte basta semplicemente rimboccarsi le maniche e fare, anziché parlare, per avere un po’ di credibilità in più.