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Coronavirus, da simbolo di morte a tatuaggio: è l’idea di una giovane tatuatrice di Vo’ Euganeo, uno dei primi epicentri in Italia

Serena Zago Coronavirus tatuaggio
Serena Zago, il Coronavirus è diventato un tattoo (via Facebook)

Coronavirus, da simbolo di morte a tatuaggio. Lo ha fortemente voluto Serena Zago, giovane tatuatrice che ha imparato, suo malgrado, a conviverci. Perché il suo studio è a Vo’ Euganeo, uno dei primi paesi colpiti in Italia dall’epidemia. Un contagio che ha sentito direttamente sulla sua pelle e adesso sulla pelle vuole portare per sempre quel segno.

Come ha raccointato a ‘Il Mattino’ nell’edizione di Padova è la prima al mondo ad esserci tatuata il Coronavirus sul corpo. Un modo per ricorrdare la tragedia che ha toccato il suo paese e condizionato anche la vita di tutti. Compresa quella di questa 31enne, titolare di un negozio di tatuaggi che ha aperto soltanto sei mesi fa.

Nelle ultime setimane lei, come tutti da quelle partite, è stata costretta a fermarsi e chiudere l’attività. Così, mentre aspettava, le è venuto in mente che poteva esorcizzare la paura facendo quello che le viene meglio, un tatuaggio. Come ha raccontato al quotidiano “la mia è una professione in cui si lavora con pelle e sangue. E non è banale tranquillizzare la gente sulla sicurezza della mia attività, che ha sede nel focolaio del Coronavirus, e incentivare a tornare qui”.

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Il Coronavirus diventa un tatuaggio, Vo’ Euganeo sta rinascendo

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Coronavirus, ormai un simbolo (via WebSource)

Serena, mentre aspettava di poter tornare alla normalità o almeno al suio lavoro, ha avuto un’ispirazione. Navigando su tuitti i social ha verificato che nessuno finora aveva pensato ad un tatuaggio con il simbolo del Coronavirus. Così ha deciso di essere la prima al mondo, anche se ci ha messo un po’ per ideare ildisegno.

Prima ha pensato ad una boccetta di Amuchina, poi ad una boccetta di veleno e anche ad una bomba, come è stato il virus per molti. Alla fine la scelta è caduta, su una provetta a forma di  cornetto portafortuna, con una targhetta che richiama direttamente il Covid-19.

Ora spera che, passata la paura e con la cita che potrà tornare alla normalità, siano in molti a chiederle di tatuarselo. “Sicuramente farò un prezzo di favore per i miei concittadini e, perché no, magari anche per chi arriverà con l’esito del tampone”. Se poi fosse stato positivo, uno sconto ulteriore, perché l’epèidemia ha fiaccato il paese ma non l’ha cancellato dalle mappe.

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