Coronavirus, l’appello di una ragazza immunedepressa sulle mascherine – FOTO

Coronavirus, l’appello toccante di una ragazza immunedepressa che ha bisogno ogni giorno delle mascherine ora non più reperibili. 

Coronavirus, appello di una ragazza immunodepressa

Coronavirus, appello toccante di una ragazza immunodepressa attualmente impegnata in una dura lotta per la vita. Il suo nome è Elena Vaccari e il suo post ha superato i 3.000 commenti e le 20.000 mila condivisioni.

Ciao, sono un'immunodepressa durante la prima epidemia del mondo contemporaneo. Sì, appartengo proprio a quella…

Pubblicato da Elena Vaccari su Mercoledì 26 febbraio 2020

Coronavirus, l’appello di una ragazza immunodepressa

Nel pieno dell’emergenza sanitaria e soprattutto della psicosi nazionale, la donna ha invitato a non depredare inutilmente le ormai famose mascherine. Perché suggestione a parte e problematica a parte, c’è chi ne ha davvero bisogno ogni giorno.

Inizia così il suo messaggio: “Ciao, sono un’immunodepressa durante la prima epidemia del mondo contemporaneo. Sì, appartengo proprio a quella categoria di “persone a rischio” che vedete citate negli articoli di questi giorni. So che avete paura, ma state tranquilli: è ormai chiaro che il Coronavirus non farà niente a voi che state bene, mentre potrebbe fare molto male a quelli che, come me, hanno le difese immunitarie sotto ai piedi a causa di chemioterapie o simili”. 

E’ da qui, poi, che parte il suo appello per chi come lei soffre di una specifica problematica. Ed Elena racconta anche il suo dramma: “Scrivo perché sono un po’ sconvolta da quello che vedo succedere in Italia, un Paese che ho lasciato tante volte ma dove poi sono tornata per vivere “per sempre”, un “per sempre” che ha assunto un significato diverso da quando, 2 anni fa, ho avuto la diagnosi di leucemia”. 

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E ancora: “Amici italiani, vi prego, basta con le lamentele e le polemiche… basta con le razzie di disinfettanti e mascherine “a caso”… le farmacie rispondono anche a chi, come me, ne ha davvero bisogno, che “non se ne trovano più”: ma vi sembra il caso di farsi compatire così?”. 

Da lì la chiusura toccante: “Chiedo a tutti voi un po’ più di senso civico, e di buona volontà, per far sì che le cose migliorino nei prossimi giorni. Se dovete rinunciare a qualcuna delle vostre abitudini per contenere la diffusione del virus, non fatene una tragedia. Io, e tutti gli altri membri del gruppo “persone a rischio”, ve ne saremo grati “per sempre”.