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Il giorno del ricordo del Beato Vincenzo, martire di Pratulin in Polonia con altri 12 cristiani, tutti massacrati il 24 gennaio 1874

Beato Vincenzo
Il giorno del ricordo del Beato Vincenzo, martire di Pratulin (Foto: Facebook)

Il 24 gennaio è il giorno del calendario dedicato al ricordo dei Beati Martiri di Pratulin: 13 Cattolici Orientali massacrati in questa data dall’esercito imperiale russo. Nel 1874, in un villaggio della Polonia, mentre pregavano davanti alla loro chiesa, protestando per l’occupazione subita dal Patriarcato di Mosca.

In Polonia, nella spartizione russa, le autorità zariste hanno cercato di includere la Chiesa greco-cattolica (Uniate) nella Chiesa ortodossa. I cosacchi furono diretti verso le città dove gli abitanti opposero una strenua resistente. Il 24 gennaio 1874, un’unità cosacca attaccò proprio  i difensori del tempio di Pratulin. A difesa della fede, 13 martiri hanno subito il massacro. Si tratta di: Wincenty Lewoniuk (il Beato Vincenzo), Daniel (Daniele) Karmasz, Łukasz (Luca) Bojko, Bartłomiej (Bartolomeo) Osypiuk, Onufry (Onofrio) Wasyluk, Filip (Filippo) Geryluk, Konstanty (Costantino) Bojko, Anicet (Aniceto) Hryciuk, Ignacy (Ignazio) Frańczuk, Jan (Giovanni) Andrzejuk, Konstantk (Costantino) Hawł, Maksym (Massimo) Hawryluk, Michal (Michele) Wawryszuk. I martiri di Pratulin furono beatificati dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 6 ottobre 1996, in occasione del 400° anniversario della proclamazione dell’Unione di Brest, che diede i natali alla Chiesa dell’Uniate (Chiesa dell’Oriente Europeo).

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Il 24 gennaio è la data del ricordo del Beato Vincenzo e dei 12 martiri di Pratulin

Ricordo Beato Vincenzo e dei 12 martiri
Il 24 gennaio è il giorno del ricordo del Beato Vincenzo e dei 12 martiri di Pratulin (Foto: Facebook)

La storia del martirio di Polonia è stato tramandato nel corso degli anni con il ricordo del 24 gennaio. Il racconto del massacro del 1874 mette i brividi:

Avendo udito che l’esercito aveva ricevuto l’ordine di uccidere coloro che avessero opposto resistenza, gli uniati si inginocchiarono nel cimitero presso la chiesa e con il canto si prepararono a spargere il loro sangue per la fede. Morirono ricolmi di pace con preghiere sulle labbra, senza rivoltarsi contro i persecutori in quanto, come dicevano, “dolce è la morte per la fede”. La difesa della fede cristiana fino alla morte, sempre coerenti con il proprio spirito. Un insegnamento religioso che attraverso il tempo e si mostra sempre di grande attualità.

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