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Il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, è già un grande successo di incassi. Ma infuriano le polemiche sul tema razzismo

Checco Zalone è tornato. Ma stavolta, oltre ad incassare milionate di euro, fa anche discutere. E parecchio. Il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, è uscito nei cinema la notte di Capodanno, con prima proiezione all’una di notte. Una trovata geniale, che ha aumentato l’attesa nei confronti di un prodotto che la gente sembrava aspettare con ansia, e che infatti è subito stato ripagato con i dati del botteghino. Ben 8,7 milioni di euro di incassi soltanto nelle prime 24 ore di proiezione per un film che rischia seriamente di imitare, se non addirittura di superare il successo dei precedenti lavori di Luca Medici, ormai una garanzia quando si parla di incassi cinematografici.

Ma stavolta c’è qualcosa di diverso, perché Tolo Tolo non è il classico film disimpegnato alla Zalone. C’è anche un retrogusto amaro, una vena polemica bella forte nei confronti di un tema delicatissimo e divisivo, che infatti ha già provocato parecchie discussioni. Accuse di razzismo da una parte, difesa strenua dall’altra. Tutto si può dire, tranne che il popolare comico pugliese sia votato alla discriminazione. E infatti, a uno sguardo più profondo, è esattamente il contrario.

Tolo Tolo, la trama del nuovo film di Checco Zalone

Tolo Tolo film Checco Zalone
Checco Zalone (Getty Images)

Tolo Tolo è il quinto film di Checco Zalone, prodotto dalla Taodue Film di Pietro Valsecchi e per la prima volta diretto proprio dall’attore pugliese. La trama del film affronta in maniera scanzonata il tema del razzismo e dell’immigrazione. Checco rifiuta di percepire il reddito di cittadinanza e apre un improbabile ristorante giapponese, che però fallisce praticamente subito. Per sfuggire ai creditori il protagonista scappa in Africa, in Kenya, dove inizia a lavorare come cameriere in un villaggio turistico. Lì incontra Oumar, appassionato del cinema neorealista italiano, e si innamora della giovane Idjaba. Scoppia la guerra civile e Checco scappa in Europa, provando ad accasarsi dapprima in Liechtenstein, ma i familiari gli voltano le spalle e lui affronta un vero e proprio viaggio della speranza. Attraversa il deserto del Sahara e giunge in Libia, dove viene sequestrato dai trafficanti di migranti. Scappa e sale su un barcone diretto in Italia, viene salvato da una nave ONG che viene prima bloccata dalla politica dei porti chiusi e poi autorizzata a sbarcare a Vibo Valentia.

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Polemiche sul razzismo di Tolo Tolo

Ha destato parecchio scalpore l’uscita di Tolo Tolo. Checco Zalone è stato accusato da più parti di razzismo e di fascismo. Addirittura un’associazione ONG è arrivata a scagliarsi contro di lui e contro il concetto espresso dal suo film. Che in realtà, come sempre accade nel caso di Luca Medici, sviscera l’argomento ridendoci su, fa fare tutto il “lavoro sporco” al suo personaggio Checco e si auto-risponde da “dietro le quinte”, attraverso personaggi che poi, sotto la lente di ingrandimento, sono addirittura più improbabili del suo “cozzalone”. Come quel documentarista francese foraggiato dalla multinazionale di acido ialuronico, personaggio del film, che “Gli uomini più poveri sono quelli che hanno solo i propri soldi”. “Ma vafanculo”, gli risponde il solito, devastante Checco.

E il punto della questione è sempre lì. Checco Zalone fa discutere perché col suo fare cinico e scanzonato colpisce tutti, belli e brutti, intelligentoni e cretini, impegnati e disimpegnati. Ma questa cosa non piace, non piace mai. Perché c’è un codice anche per le battute, per la comicità “giusta” o sbagliata, e se esci da quel seminato in molti perdono la bussola e urlano al razzismo.

Vi lasciamo col singolo-trailer di “Immigrato”, il brano di presentazione del film che tante critiche ha suscitato. Un irresistibile Checco Zalone imita Toto Cutugno e scandalizza l’Italia: ma che strano, non l’avremmo mai detto!