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Aldo Biscardi è morto domenica 8 ottobre. Con lui se ne è andato un pezzo del mondo del calcio che, però, nel giorno dei funerali, non l’ha ricordato.

Alle esequie di Aldo Biscardi, infatti, non si è presentato nessuno del mondo del calcio: nè calciatori, neè dirigenti e nè arbitri. Una vergogna dal momento che Biscardi ha dato tanto al calcio e si è battuto per avere la moviola in campo.

I funerali si sono svolti nella chiesa di San Pio X, nel quartiere della Balduina. Presenti i famigliari, la moglie Elsa, i figli Maurizio e Antonella, diversi amici e colleghi.

Chi non è mancato è stato Marino Bartoletti che, il giorno della scomparsa, sui social, aveva ricordato così Aldo:

E’ morto un uomo a cui debbo riconoscenza e affetto: e a cui questa riconoscenza e questo affetto ho sempre dimostrato (al contrario di tanti che gli debbono fortune e carriere e se ne sono dimenticati, prendendone le “distanze”). Avevo già scritto di lui il 12 settembre, giorno del mio esordio, trentacinque anni fa, alla conduzione del “Processo del Lunedì”. Certo, in questo post, non dirò che Aldo Biscardi conosceva perfettamente la consecutio temporum e che avevamo gli stessi gusti estetici applicati alla tv. Ma voglio che si sappia che è morto un uomo dal cuore grande. Biscardi, coi suoi eccessi, con il suo seguire il vento, ma anche anticiparlo, con la sua teatrale passione per l’esagerazione non è stato assolutamente il peggio: anzi, a volte ha avuto intuizioni ai confini della genialità. Il “vero” peggio, in televisione, è arrivato dopo di lui, dai suoi pessimi imitatori: e non soltanto nello sport
Fai buon viaggio vecchio amico. Non sei mai riuscito a pronunciare il nome stesso della tua creatura (“Prociesso”… “Brocesso”…): ma c’è tanta gente – e in queste ore te ne sarai accorto dovunque tu sia, forse a cercare di convincere il Padreterno che il Giudizio Universale lo hai inventato prima di lui – che alla fine ti ha voluto veramente bene”.