capretto

E’ polemica a Sant’Angelo dove, nelle scorse settimane, in occasione della festa islamica del Sacrificio, celebrata per ricordare la prova superata da Abramo, al balcone di un’abitazione nel quartiere Gescal, è stato appreso un capretto scuoiato che ha scioccato tutti gli altri residenti.

I vicini di casa della famiglia islamica hanno immediatamente avvisato i responsabili del Comune che hanno disposto il sopralluogo urgente della polizia locale sul posto. La famiglia ha dichiarato di aver acquistato il capretto in una macelleria e di averlo sistemato sul balcone in attesa di un altraltra sistemazione.

L’esposizione dell’animale, tuttavia, non viola nessuna norma se non viene provata la macellazione abusiva.

«Ringrazio i cittadini che hanno prontamente segnalato perché si confermano le prime telecamere della città, ma trovo assurdo che in un Paese civile si possa esporre la carcassa di un animale, turbando altri cittadini, senza incorrere in sanzioni – ha dichiarato il sindaco come si legge sul portale Il Cittadino – . Rispettiamo le tradizioni e le convinzioni di tutti, anche se non le condividiamo, ma chiediamo che ci sia lo stesso rispetto per tutti gli altri cittadini di Sant’Angelo, portando avanti eventuali pratiche in modo riservato».

Il sindaco, inoltre, ha spiegato che tali usanze da parte dei musulmani denotano una scarsa propensione ad integrasi. «Perché significa portare avanti la propria cultura ignorando i disagi creati ad altri – chiude il sindaco – : chi vive a Sant’Angelo deve integrarsi con la nostra cultura e rispettare tutte le sensibilità. La polizia locale è dovuta intervenire anche nei giorni scorsi per un gruppo di bambini accompagnati dalle mamme di origine islamica che rompevano vetri nel parco di via Polli e Daccò. È stato imposta la pulizia e il ripristino dei luoghi, per il rispetto di tutti, ma il giorno successivo c’erano ancora vetri. Questa non è integrazione».