Russia, Cina, Corea e America. Ce ne per tutti. Si preparano alle guerre stellari. E intanto, c’è una nuova scaletta con le incerte sanzioni al regime di Pyongyang che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu doveva votare nella notte.

La guerra 3.0 degli anni 2000 non si svilupperà per via terra. Almeno cosi pare. Gli Stati Uniti hanno circa 500 satelliti ed è a quelli che punta Kim. La Cina ne ha mandati in orbita 140 e la Russia 130. Il coreano può colpire anche loro.

Il Pentagono è sicuro dunque che le future guerre “saranno intense e si concentreranno sulle manovre di satelliti che ostacoleranno le operazioni di altri satelliti, sul jamming orbitale e l’uso di fasci laser dalla Terra per distruggere i sensori”. Russia, Cina non stanno a guardare e stanno prevenendo questa cosa.

Vladimir Putin, l’altro giorno, ha sentito al telefono la cancelliera tedesca Angela Merkel, ribadendo che «la soluzione di questa crisi è possibile esclusivamente tramite strumenti politici e diplomatici e l’avvio di negoziati fra tutte le parti coinvolte».