Il generale libico Khalifa Haftar, comandante dell’esercito che governa la parte est del paese, avrebbe dato l’ordine di bombardare tutte le navi italiane che sconfineranno nelle acque territoriali libiche.

La notizia, a quanto si apprende da corriere.it, sarebbe arrivata da un tweet dell’emittente Al Arabiya: escluse dall’attacco sarebbero solo le navi commerciali.

Non si sono fatte attendere le fonti governative italiane che definiscono “inattendibili” e “infondate” le minacce libiche. Proprio nelle acque territoriali libiche è arrivata ieri la nave “Comandante Borsini” diretta a Tripoli.

Un ordine che lascia perplessi dato che solo pochi giorni fa è stata raggiunta l’intesa tra Haftar e il premier Fayez al Sarraj, durante un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, in cui è stato stabilito il cessate il fuoco e nuove elezioni in primavera.

L’operazione navale italiana nel paese di contrasto al traffico umano, decisa in accordo con il governo di Tripoli,  è stata definita da Tobruk come una “violazione della sovranità nazionale libica”. Ovviamente, come si evince da queste parole, il parlamento di Tobruk, che fa capo alla fazione del generale Haftar, avversario del primo ministro Sarraj e del governo riconosciuto a livello internazionale, aveva chiaramete espresso la sua opposizione a questa operazione in territorio libico.

Proprio ieri, il 2 agosto, la “Comandante Borsini”, pattugliatore d’altura impegnato nell’operazione “Mare Sicuro” è entrata nelle acque territoriali libiche puntando verso il porto di Tripoli.

Le forze combinate di Ufficiali del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Squadra Navale, con i rappresentanti di Marina e Guardia Costiera libiche hanno l’arduo compito di svolgere le necessarie attività di ricognizione per poter così arrivare a contrastare il traffico di esseri umani.