Una coppia di genitori che non riesce a darsi pace e quattro bambini allontanati dai propri genitori. La triste vicenda è avvenuta a Brescia, dove una coppia si è vista portare via i propri figli per non aver somministrato a uno di loro, oggi 13enne, uno stabilizzatore dell’umore e per averlo ritirato da un centro diurno che frequentava per migliorare la propria condotta.

Paolo Roat, responsabile della tutela dei minori del CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani), sostiene che la neuropsichiatra che aveva in cura il figlio, all’epoca dei fatti, fosse d’accordo con i genitori nel sospendere le cure, ma i servizi sociali hanno omesso questo particolare.

Continua: “Alla mamma è stato detto che il piccolo avrebbe dovuto frequentare un centro diurno per curare i suoi disturbi, ma dopo poco i genitori si sono resi conto che si trattava di un centro per bambini disagiati e qui la decisione di ritirarlo con la conseguente segnalazione al Tribunali dei Minori di Brescia”.

L’avvocato, come riporta today.it, omette di comunicare alla famiglia l’ordine di presentarsi in tribunale per ben due volte e questo è alla base della decisione dei giudici di allontanare tutti e quattro i figli della coppia.

“Una decisione grave e invasiva, senza alcun fatto grave e accertato, ma basato su una sola segnalazione fatta dall’assistente sociale”, queste le parole del CCDU.

In ogni caso i bambini sono lontani da casa da quasi un anno, trasferiti in comunità: il più grande a Verona e gli altri a Brescia. L’assistente sociale nell’ultima relazione scrive che i bambini si sarebbero adattati allo stile di vita in comunità anche se vorrebbero poter vedere i genitori che sono stati invece descritti dalla stessa negativamente. Nella relazione si fa infatti riferimento a presunti problemi psichiatrici del padre e una tendenza della madre ad esercitare un forte controllo su figli e marito.

 

Secondo il CCDU la questione della somministrazione degli psicofarmaci al figlio, da cui è partito tutto, è ormai decaduta e gli assistenti sociali, pur di non ammettere che è stato fatto un errore, vogliono ora addossare le colpe sui genitori che, secondo Roat, non mostrano i sintomi descritti dagli assistenti sociali.

La famiglia si è ora rivolta ad un avvocato specialista del settore, Francesco Miraglia, del foro di Roma che ha immediatamente chiesto un colloquio con gli assistenti per capire la situazione. Intanto 200 cittadini hanno firmato una petizione, presentata al sindaco di Brescia, per aprire un’inchiesta sull’operato svolto dai funzionari coinvolti.