Un ragazzino di 15 anni prende in giro un coetaneo che si veste come una donna e viene scambiato per un trans: scatta il linciaggio contro il ragazzo normale e la sua famiglia, fino a spingerlo sull’orlo del suicidio. E la scuola, invece di aiutarlo nel suo percorso di uscita dalla depressione, decide di fargli perdere l’anno scolastico.

Cristo si è davvero fermato a Eboli, cittadina in provincia di Salerno. E’ lì che l’ideologia gender, per cui essere trans è normale, ha portato un ragazzino sull’orlo del suicidio.

Lo scorso maggio, durante una festa in discoteca, il 15enne si era avvicinato al coetaneo effemminato rivolgendogli la frase: “Sei come l’ovetto Kinder, dentro hai la sorpresa”.

Il travestito reagisce raccontando la vicenda su Facebook, dove tal Rebecca, un trans di origini ebolitane, scatena sui social un linciaggio mediatico contro il ragazzino.

Ecco che scatta il ribaltamento delle parti, con l’effemminato che a scuola può continuare a usare il bagno dei professori perché “speciale” mentre il 15enne, costretto a ricorrere alle cure dello psicologo per non scivolare nel baratro del suicidio, finisce per essere bocciato.