Alfredo Cospito, revoca o conferma del 41bis? Quali soluzioni per l’anarchico in sciopero della fame

La decisione sull’eventuale revoca o conferma del carcere duro per l’anarchico Alfredo Cospito spetta al ministro della Giustizia, che ora sentirà il parere dei magistrati anti-terrorismo. Ci sono però altre strade che potrebbero portare alla revoca del carcere duro: quella giudiziaria e quella sanitaria

Alfredo Cospito

Il caso Alfredo Cospito sta tenendo banco ormai da settimane. L’anarchico aderente alla FAI, Federazione Anarchica Informale, è stato condannato a 20 anni di carcere per un attentato a una caserma dei carabinieri di Fossano, qualificato come “strage politica” (in Italia il reato di “tentata strage” non esiste), nonostante gli ordigni da lui piazzati non abbiano ucciso né ferito nessuno. Il 41bis, la misura cautelare più severa che si possa adottare in carcere, è stato disposto soprattutto, però, perché secondo i magistrati antiterrorismo Cospito è uno dei leader della FAI. Capace di comunicare con le altre cellule della federazione per organizzare attentati pur se detenuto in carcere. Per questo, secondo i giudici, è stato necessario disporre il regime di isolamento.

Cospito, detenuto da 10 anni nel carcere di massima sicurezza di Sassari, è in sciopero della fame da ormai più di 100 giorni come forma di protesta contro questa decisione. Le sue condizioni di salute sono assai deteriorate, tanto che qualche giorno fa si è rotto il naso scivolando nella doccia. Dal 12 gennaio di quest’anno, sulla scrivania del ministro della Giustizia Carlo Nordio, c’è un’istanza di revoca del carcere duro ad Alfredo Cospito a firma del suo avvocato Flavio Rossi Albertini. Nordio è ora in attesa del parere della procura antiterrorismo di Torino, nonché della Direzione nazionale Antiterrorismo. Una volta ricevuto, il Guardasigilli potrà disporre o meno la revoca dell’isolamento all’anarchico originario di Pescara. Altre strade, però, potrebbero portare al medesimo risultato. Nello specifico: quella sanitaria e quella giudiziaria.

Alfredo Cospito, revoca o conferma del 41bis? La strada sanitaria

Cospito, come sottolineato, presenta infatti condizioni di salute ormai molto precarie. Spetta però ai medici del carcere di Sassari stabilire se le strutture sanitarie del penitenziario siano o meno adatte a garantire la sopravvivenza del detenuto, indipendentemente dal regime di isolamento. Se la situazione dovesse peggiorare, infatti, il trattamento sanitario obbligatorio con alimentazione forzata sarebbe possibile solo nel caso in cui il detenuto dovesse perdere conoscenza. Il garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, ha chiesto il trasferimento in una struttura sanitaria in grado di coprire – qualora ce ne fosse necessità – interventi urgenti che a Sassari non sarebbe possibile effettuare. L’amministrazione penitenziaria, che ha l’ultima parola sul tema, si affida alla valutazione quotidiana dei medici del carcere isolano.

L’ipotesi giudiziaria

La strada giudiziaria è direttamente connessa alla Corte di Cassazione. Il prossimo 7 marzo, i magistrati di piazza Cavour dovranno pronunciarsi sul ricorso presentato dal legale di Cospito contro il verdetto del tribunale di sorveglianza che a dicembre ha confermato il decreto ministeriale. L’avvocato Rossi Albertini sottolinea che i giudici della suprema Corte non sono entrati nel merito del reclamo da lui proposto, limitandosi “a riprodurre ed ampliare le argomentazioni del decreto ministeriale.” Un iter che sarà comunque molto lungo, difficilmente compatibile con le attuali condizioni di salute di Cospito, visto che se pure dovesse annullare l’ordinanza, la Cassazione rimanderebbe gli atti alla Sorveglianza per una nuova decisione in merito.