Benedetto XVI è morto: perché rinunciò al soglio pontificio?

Per tutti questi anni, dopo la morte del fratello Georg, gli sono stati accanto il suo segretario particolare Gänswein e suor Birgit Wansing. 

Papa Emerito Benedetto XVI - Foto di Ansa Foto
Papa Emerito Benedetto XVI – Foto di Ansa Foto

Con dolore informo che il Papa Emerito Benedetto XVI è deceduto oggi alle 09:34 nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Non appena possibile seguiranno ulteriori informazioni”. Con queste parole il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni, ha annunciato la morte di Joseph Ratzinger.

Da lunedì 2 gennaio il corpo del Pontefice emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano a disposizione del saluto dei fedeli. Benedetto XVI aveva 95 anni ed è stato Papa della Chiesa cattolica dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013. I funerali si terranno il 5 dicembre alle 9.30.

Negli ultimi tempi le sue condizioni si erano aggravate con l’avanzare dell’età. In questi giorni Papa Francesco pregava per lui, invitando i fedeli di tutto il mondo a fare lo stesso e si era recato al monastero Mater Ecclesiae dove Ratzinger viveva dal 2013, per salutarlo.

Perché Benedetto XVI passerà alla storia

Benedetto XVI passerà alla storia come il Papa che ha rinunciato al pontificato, un atto di coraggio che ha portato a un rinnovamento del ministero papale. Prima di lui avevano deciso di lasciare Clemente I, Ponziano, Silverio. Benedetto IX, Gregorio VI, Celestino V e Gregorio XII. È stato il più longevo tra i papi della Chiesa.

Ben consapevole della gravità di questo mio atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”. Le parole della rinuncia al papato di Papa Ratzinger passeranno alla storia, soprattutto perché le annunciò a sorpresa, parlando in latino davanti ai cardinali durante il Concistoro ordinario in Vaticano per la canonizzazione di circa 800 martiri di Otranto e di due monache spagnole. Era l’11 febbraio 2013: la notizia, battuta dall’Ansa, fece poi il giro di tutto il mondo.

Benedetto XVI decise di dimettersi “dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”, consapevole che il suo ministero deve essere compiuto “non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando”. Tuttavia, aggiunse, “oggi, in un mondo in rapido mutamento, agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, è necessario anche il vigore sia del corpo sia dell’animo”.

Ratzinger non si è mai pentito della scelta

Ratzinger non si è mai pentito della scelta, come ha avuto modo di dire più volte: “Vedo ogni giorno che era la cosa giusta da fare”. 

Dopo l’elezione di Papa Francesco, il 13 marzo 2013, nonostante i teologi lo ritenessero vescovo emerito, Ratzinger ha continuano a parlare di sé come Papa emerito ed ha continuato a vestirsi di bianco, pur avendo sostituito l’anello del pescatore con quello vescovile.

Com’è stata la sua vita dopo le dimissioni

Negli anni successivi alla rinuncia del titolo di Papa, Ratzinger ha svolto una vita ritirata coltivando tutte le sue passioni, dallo studio della teologia, all’ascolto della musica classica, il pianoforte, la lettura.

Il suo sogno era finire i suoi anni in Vaticano come bibliotecario della Santa Sede. Per tutti questi anni, dopo la morte del fratello Georg, gli sono stati accanto il suo segretario particolare Gänswein e suor Birgit Wansing.