Manovra, D’Attis (FI) a iNews24: “Ue fissa un tetto al contante europeo ma boccia quello italiano”

Mauro D'Attis - Foto di Ansa Foto
Mauro D’Attis – Foto di Ansa Foto

Mauro D’Attis di Forza Italia, membro della Commissione Bilancio alla Camera, ai microfoni di iNews24 commenta il parere Ue sulla manovra economica.

In linea generale è arrivato il via libera dalla Commissione Ue…
La Commissione ha promosso la manovra di bilancio per la sua prudenza nei conti, che guarda con attenzione alla riduzione dell’aumento della spesa e che interviene in modo corposo sul caro-energia a favore di famiglie più deboli e delle imprese. Questo è positivo perché un governo che si è insediato pochissimi mesi fa, ha portato in tempi record e con conti predisposti, una manovra in Cdm e in Parlamento. E significa che coglie le necessità di questo momento: la spesa pubblica, la prudenza dei conti e la lotta al caro-energia. 

Veniamo alle criticità: la Commissione ritiene che ci sia una spesa eccessiva sulle pensioni e in generale che i criteri di età sono diventati più severi. Forza Italia sta portando avanti la sua battaglia per l’aumento delle pensioni minime.
Distinguiamo le due cose. Forza Italia porta avanti la battaglia per aumentare le pensioni minime ed è una questione di copertura finanziaria. La critica Ue arriva in occasione della manovra, ma in realtà riguarda un aspetto più ampio e riguarda anche le raccomandazioni sulle critiche all’evasione fiscale”;

Si spieghi…
Entrambe le critiche prendono spunto dalla manovra, ma si poggiano sulla necessità di fare una riforma fiscale e delle pensioni. É inimmaginabile per chiunque che un governo che si è appena insediato in un mese faccia una manovra di bilancio e metta mano anche alla riforma delle pensioni. Lo stesso Gentiloni ha smussato l’opinione europea sulla spesa pensionistica, dicendo che si riferisce solo al fatto che misure limitate possono costituire un problema e noi questo lo sappiamo. Infatti nel corso della legislatura vogliamo fare la riforma delle pensioni. Secondo me quello dell’Ue è stato più un monito per il futuro che una critica alla manovra. In passato abbiamo avuto manovre che sono state scritte interamente da Bruxelles. Adesso invece, sta scrivendo a matita degli appunti per il futuro ma non la sta correggendo, anzi: la promuove nel merito dei dati finanziari”;

Secondo Bruxelles la soglia dell’obbligo di accettare il Pos dai 60 euro non favoriscono la lotta all’evasione.
Indipendentemente da quello che dice la Commissione, penso che se un Paese intero e l’Europa stessa si fermano sui 60 euro che si devono pagare in contanti o con carta, sarà complicato fare qualsiasi riforma, considerando anche il valore reale di questa somma. Credo che sia esagerato dare troppa attenzione a questa misura. Da questo punto di vista, la critica Ue sembra più quella di un funzionario che di un politico: un politico sa benissimo che 60 euro purtroppo valgono molto poco per fare acquisti e anche la spesa”;

La critica vale anche per il tetto al contante.
Sul tetto al contante sorrido: in questo caso, la mano destra non sa cosa fa quella sinistra. Alcuni giorni fa la stessa Ue aveva parlato addirittura della possibilità di un tetto a 10mila euro lasciando liberi i Paesi. Se lasci liberi quindi, il tetto può anche essere di 5mila euro, quindi la critica torna a chi l’ha fatta. E anche in questo caso mi sembra scritta da un funzionario che non sta seguendo il dibattito europeo sul tetto al contante e sulla lotta all’evasione. Più che altro mi sarei aspettato una critica sul fatto che non si incentivino con coperture finanziarie le attività di controllo all’evasione”;

La soglia del Pos potrebbe scendere a 40 euro?
Le trattative vengono svolte da capigruppo e leader. Personalmente penso che passare da 60 a 40 serva più a limitare le polemiche: purtroppo stiamo parlando del nulla perché 60 euro, purtroppo, non bastano neppure a fare la spesa per due giorni”