Istat, il Pil aumenta dello 0,5% nel terzo trimestre: +2,6% sull’anno

Nel terzo trimestre dell'anno, l'economia italiana registra una crescita dello 0,5% in termini congiunturali e del 2,6% in termini tendenziali.

Euro banconote (generica) - Foto di Ansa Foto
Euro banconote (generica) – Foto di Ansa Foto

Il Pil italiano nel terzo semestre è cresciuto dello 0,5% rispetto al precedente e del 2,6% sullo stesso trimestre del 2021. La crescita già acquisita per il 2022 sale così al 3,9%, contro il 3,3% indicato dalla Nadef.

Una notizia che arriva dall‘Istat, che in un comunicato scrive: “Nel terzo trimestre del 2022 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% in termini tendenziali”. 

Le previsioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio fatto due settimane fa, indicavano un possibile calo dello 0,2%.

Il terzo trimestre del 2022 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre del 2021″, spiega l’Istat.

Aumentano le importazioni

La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia quello dell’industria, mentre i servizi hanno registrato un aumento. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”, scrive ancora l’Istat, specificando che la variazione acquisita per il 2022 è pari al 3,9%.

L’economia italiana cresce dello 0,5%

Nel terzo trimestre dell’anno, l’economia italiana registra una crescita dello 0,5% in termini congiunturali e del 2,6% in termini tendenziali. “La fase espansiva del Pil prosegue pertanto per il settimo trimestre consecutivo, ma in decelerazione rispetto al secondo trimestre dell’anno”.

L’Istat specifica “la natura provvisoria di questa stima, che riflette dal lato della produzione un calo dell’agricoltura e dell’industria e un aumento marcato dei servizi. Dal lato della domanda, si rileva un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta, a seguito di una crescita delle importazioni maggiore rispetto alle esportazioni”.