Flat tax fino a 100 mila euro, tregua fiscale e pensioni: le misure del nuovo governo

Tutte le misure economiche che verranno messe in campo dal governo Meloni.

Banconote euro (generica) - Foto di Ansa Foto
Banconote euro (generica) – Foto di Ansa Foto

Bollette, fisco, lotta all’evasione, Superbonus e reddito di cittadinanza modificati, previdenza: questi i temi in agenda del governo Meloni per affrontare la crisi economica e avviare politiche sul lavoro.

Vediamoli punto per punto.

Caro-bollette

Il dossier energia ha la priorità su ogni altro tema. Da un lato c’è da mettere a punto un nuovo pacchetto a sostegno di famiglie e imprese contro il caro-bollette, dall’altro c’è la strategia politica da adottare per risolvere il problema nel lungo periodo, con l’obiettivo di rendere l’Italia indipendente.

Il governo punto sul price cap a livello europeo e al disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del metano per far pagare meno la corrente da fonti rinnovabili, che sono più economiche.

Per abbassare i costi delle bollette, le misure di emergenza attingeranno fondi dagli extraprofitti delle società energetiche e nelle pieghe del bilancio. Si punterà poi all’estrazione nazionale di gas e al potenziamento delle fonti rinnovabili semplificando anche la burocrazia.

Meloni ha anche intenzione di creare fabbriche italiane di componentistica per le fonti rinnovabili, come i pannelli solari, ed evitare di “demolire filiere di eccellenza produttiva nazionale” per passare  “alla dipendenza dalle materie prime cinesi”. Un’altra sfida del ministro Pichetto è l’apertura al nucleare di nuova generazione.

Il fisco

Il governo dovrà varare un decreto legge sul fisco, ma la premier Giorgia Meloni è pronta a proporre una sorta di “patto fiscale” che prevede una “riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65mila euro a 100mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato”. 

Lotta all’evasione

Giorgia Meloni ha lanciato l’idea di una tregua fiscale”, che sembra un vero e proprio condono, per combattere l’evasione. L’obiettivo è “consentire ai cittadini e imprese, in particolare Pmi in difficoltà, di regolarizzare la propria posizione con il fisco”. 

Poi però assicura che ci sarà una “serrata lotta all’evasione fiscale” a partire da grandi imprese e grandi frodi sull’Iva, che deve essere “vera lotta all’evasione con caccia di gettito” e sarà “accompagnata da una modifica dei criteri di valutazione dei risultati dell’Agenzia delle Entrate, che vogliamo ancorare agli importi effettivamente incassati e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora”. 

Superbonus 110% e reddito di cittadinanza

Sono entrambe misure fortemente volute dal Movimento 5 Stelle. Nel caso del Superbonus, potrebbe essere abbassato all’80% dal 110.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza invece, potranno percepirlo solo persone che non possono lavorare e non sarà più un “assegno perpetuo” ma avrà paletti e obblighi per spronare i percettori occupabili ad inserirsi nel mondo di lavoro.

Pensioni

Tra le misure in scadenza c’è Quota 102, una formula pensionistica che prevede l’uscita dal lavoro a 64 anni con 38 di contributi. Non è chiaro se Meloni vorrà modificarla.

Matteo Salvini punta a Quota 41, una formula che unisce 41 anni di versamenti e 61 o 62 anni di età. Secondo i calcoli dell‘Inps, questa misura costerebbe 4 miliardi il primo anno e arriverebbe a 10.

Altra proposta è quella di FdI proposta nella scorsa legislatura. 62 anni e 25 di contributi con un taglio sull’assegno (massimo 8%).

Nel frattempo però, la premier ha confermato per il 2023 l’uso di Ape sociale e Opzione donna. 

Il primo, spiega l’Inps, spetta a “soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. È corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia”. 

Opzione donna invece è “il trattamento pensionistico calcolato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo ed erogato, a domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021″. I requisiti sono 58 anni se dipendenti, 59 se autonome e 35 di contribuzione.