Rigopiano, sciopero avvocati: slitta ancora l’udienza. La rabbia dei parenti delle vittime

"Dopo 15 rinvii e arrivati a quasi sei anni dalla strage, ci sentiamo amareggiati, arrabbiati e profondamente delusi da un sistema giudiziario che permette tutto ciò".

Il luogo della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017 - Foto di Ansa Foto
Il luogo della tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017 – Foto di Ansa Foto

Nuovo rinvio al Tribunale di Pescara per il processo sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola. Le tre udienze erano previste per oggi (26 ottobre 2022), domani e dopodomani, sono state spostate dal 9 all’11 novembre.

Questa volta il motivo dello slittamento è lo sciopero degli avvocati del Foro di Avezzano, che protestano per la mancanza di personale in Tribunale. Due legali impegnati nel processo sul disastro dell’hotel – distrutto da una valanga nel 2017, provocando la morte di 29 persone – fanno parte di quel foro.

Rigopiano: in aula la perizia degli esperti

In quei giorni si tornerà in aula per discutere della superperizia eseguita dal pool di esperti del Politecnico di Milano.

Il Comitato delle vittime di Rigopiano si dice deluso dal sistema giudiziario. In una nota rilanciata dall’Ansa: “Dopo 15 rinvii e arrivati a quasi sei anni dalla strage, ci sentiamo amareggiati, arrabbiati e profondamente delusi da un sistema giudiziario che permette tutto ciò. Abbiamo atteso sei lunghi mesi contando i giorni e le ore per arrivare alle udienze calendarizzate, poi ci cade il mondo addosso”. 

Parenti delle vittime: “Gli angeli di Rigopiano meritano giustizia”

Se è vero e giusto che sono tutti innocenti fino a prova contraria non comprendiamo il motivo per cui gli stessi legali difensori non cerchino di evitare questi allungamenti e non abbiano urgenza di dimostrare l’eventuale innocenza dei propri assistiti. Gli “angeli di Rigopiano” meritano giustizia e per ottenerla ci siamo affidati a chi la amministra in nome del popolo italiano, sperando che ci sia la forza e la volontà di far iniziare questo processo al più presto”.