La leggenda della musica svela il suo dramma: “Grande sofferenza, ho il vuoto dentro”

Le accorate parole della leggenda della musica italiana. L’artista si è aperto pubblicamente rispetto ai suoi problemi intimi

Anche i più grandi ed amati personaggi del mondo dello spettacolo possono avere problemi molto seri. Anzi, purtroppo è molto comune che proprio persone di grande successo non riescano a gestire momenti particolari.

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Uomo in disperazione (websource)

E’ successo anche ad un artista italiano amatissimo. Un musicista di spessore, anche di grande longevità, che senza mostrarlo pubblicamente ha fatto sapere di aver affrontato un periodo davvero duro.

Stiamo parlando di Angelo Branduardi. Un cantautore italiano di grandissimo spessore, noto per alcuni brani celebri e storici della musica nostrana. Nell’intervista al Corriere della Sera si è lasciato andare a confidenze molto importanti.

Angelo Branduardi e la depressione: “Lo chiamavo il sole nero”

Parole toccanti quelle di Branduardi. Il cantautore nato in provincia di Milano nel 1950 è arrivato ad un periodo molto maturo della sua vita. Ma non ha nascosto di aver sofferto di depressione, il male del secolo.

Io ho chiamato questo male “il sole nero” perché quello che ho provato è stato proprio un totale anneramento della luce. Come se la luce non riuscisse più ad arrivare a me. Vorrei essere sincero e chiaro su questo punto, perché ho imparato che le parole da rivolgere alle persone che ne soffrono sono importanti e vanno calibrate. Intanto, nella mia famiglia c’erano stati, in passato, episodi simili, ma all’epoca queste persone venivano catalogate come “picchiatelli” e, come è accaduto a una mia zia, ricoverati in manicomi terribili” .

Angelo Branduardi (websource)

Un problema che si è presentato anche durante la pandemia da Covid ed il lockdown: “Oggi per fortuna abbiamo sensibilità, cultura e strumenti medici. Io sono crollato nel 2020, nell’anno della pandemia. Per molti mesi, anche dopo l’allentamento delle misure, non ho nemmeno messo piede in giardino, vivevo segregato, avevo dentro il vuoto totale. Ho dovuto disdire degli impegni, ho annullato cose che mi avrebbero fatto comodo per la carriera”.

Persino la musica era diventato un peso: Il solo ascoltare musica, cioè la mia vita, mi dava la nausea. Nulla aveva più senso, nemmeno le cose che più mi piacciono e quella certezza era terribile. Ho perso venticinque chili e meno male che mia moglie mi è stata accanto, perché è difficile avere a che fare con chi soffre di depressione. Si tende a liquidare la cosa rivolgendogli frasi come “non essere triste, hai tutto quello che potresti desiderare”, senza rendersi conto dell’effetto dannoso che sortiscono queste parole”