Caro-bollette, Tagliaferri (Italexit) a iNews24: “Nessun partito sta offrendo la soluzione che gli italiani vorrebbero”

"La nostra idea è fare come la Germania, che ha rinazionalizzato l'azienda principale dell'energia (Uniper, colosso tedesco del metano ndr.). Proponiamo la stessa cosa per l'Italia", aggiunge l'attivista.

Serena Tagliaferri - Foto di Ansa Foto
Serena Tagliaferri – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Serena Tagliaferri, candidata alla Camera con Italexit per l’Italia.

Com’è andata la vostra campagna elettorale?
Per quanto riguarda Italexit è andata molto bene. Simpatizzanti e attivisti si sono resi più che disponibili a sostenerci. Abbiamo sentito l’appoggio di tutti e riscontrato molto interesse per il nostro programma, da parte delle persone che abbiamo incontrato. C’è voglia di cambiamento, e tanta delusione e sconforto per la politica di sistema. Soprattutto abbiamo visto che c’è una grande preoccupazione sia per la guerra che per il caro-bollette. Direi che la principale preoccupazione degli italiani sono proprio le bollette, arrivate alle stelle. A quanto pare nessun partito sta offrendo la soluzione che gli italiani vorrebbero”;

Qual è la soluzione di Italexit contro il caro-bollette?
La nostra idea è fare come la Germania, che ha rinazionalizzato l’azienda principale dell’energia (Uniper, colosso tedesco del metano ndr.). Proponiamo la stessa cosa per l’Italia“;

La presidente della Commissione Ue von der Leyen ha affermato che “se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria”. Come valuta questa dichiarazione?
L’Europa dovrebbe essere nostra sorella. Se risponde che è pronta ad “attaccare” l’Italia se le elezioni non andassero come vogliono loro, allora noi facciamo bene a chiamarci Italexit. All’Europa serve l’Italia, ma fortunatamente all’Italia non serve l’Europa, soprattutto quando dà queste risposte”;

Cosa vi aspettate da queste elezioni?
Da queste elezioni, in maniera un po’ utopistica, mi aspetto che ci sia poco astensionismo e tanta voglia di cambiamento. E che in cabina elettorale i cittadini pongano una x su chi rappresenta davvero il loro pensiero. L’Italia era la quarta potenza mondiale e ora siamo scesi oltre il cinquantesimo posto. In trent’anni di malapolitica, praticamente il nostro Paese non esiste più. Siamo diventati il terzo mondo dell’Europa”;

Cosa direbbe a chi non sa ancora se votare?
Che se vogliono che le cose cambino devono votare. É troppo facile lamentarsi senza aver fatto una scelta. Bisogna prendere una posizione. Non possiamo restare in disparte senza essere protagonisti, altrimenti dopo non possiamo lamentarci”.