Mahsa Amini, morta perché non indossava bene il velo: la protesta delle donne iraniane prosegue sui social

Terminata la manifestazione in strada, è cominciata quella sui social, dove le donne iraniane stanno pubblicando video in cui si tagliano i capelli e non indossano il velo per protestare contro l'obbligo. 

Proteste per la morte di Mahsa Amini - Foto di Ansa Foto
Proteste per la morte di Mahsa Amini – Foto di Ansa Foto

Morte al dittatore”. Così urlavano le donne scese in piazza senza il velo in Iran per protestare contro la morte di Mahsa Amini, la ventiduenne picchiata a morte perché non indossava bene il velo.

Almeno quattro persone sarebbero rimaste ferite durante la manifestazione, dopo che la polizia ha usato i lacrimogeni e disperso la folla. La giovane è morta in ospedale a Teheran. Era finita in coma due ore dopo essere stata arrestata perché non rispettava le regole del velo, obbligatorie nella Repubblica islamica.

Molti artisti e personalità del cinema iraniano hanno scritto tweet e post su Instagram contro la “polizia della moralità”, accompagnati dall’hashtag No alla Gashte Ershad No alla violenza sulle donne, ripetendo il nome di Mahsa Amini: “Ripetete il suo nome, non dimenticate quello che passano le donne iraniane”, ha scritto l’attrice Taraneh Alidoosti.

Premio Oscar Farhasi: “Siamo complici di questo crimine”

Il regista premio Oscar Asghar Farhasi si rivolge direttamente alla ragazza: “Sono disgustato, stavolta da me stesso. Tu nei su un letto d’ospedale, ma sei pià sveglia di noi, mentre noi siamo tutti in coma. Noi ci fingiamo addormentati, di fronte a questa oppressione senza fine. Noi siamo complici di questo crimine”. 

Le donne protestano sui social contro l’obbligo del velo

La protesta in piazza si è scagliata anche contro il regime e la Guida Suprema Ali Khamenei. Come si vede in un video su Twitter, la sua immagine è stata presa a sassate. Terminata la manifestazione in strada, è cominciata quella sui social, dove le donne iraniane stanno pubblicando video in cui si tagliano i capelli e non indossano il velo per protestare contro l’obbligo.