Covid, Bassetti a iNews24: “Candidati no-vax, ma se la situazione è migliorata è grazie ai vaccini”

Quarte dosi: "Priorità a fragili e anziani. Per quanto riguarda tutti gli altri, rimane un argomento lasciato alla libera iniziativa".

Matteo Bassetti - Foto di Ansa Foto
Matteo Bassetti – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, sulle quarte dosi.

Le quarte dosi sono somministrabili a tre mesi dal ciclo primario o dalla terza già ricevuta. Sono indirizzate in primis agli over 60 e ai fragili, ma tutti, a partire dai 12 anni, potranno decidere di fare il richiamo aggiornato. Lo consiglia a tutti?
Consiglio prioritariamente il richiamo agli over 60 e ai fragili, come abbiamo sempre fatto con l’influenza. L’Ema raccomanda di combinare insieme il richiamo anti-Covid e il vaccino influenzale. Tutti insieme dobbiamo essere concordi a raccomandarla fortemente. Anche perché purtroppo questa è la fascia di persone su cui la campagna della quarta dose è stata ampiamente fallimentare, com’era ampiamente previsto. Un po’ perché si utilizzavano vaccini vecchi, un po’ perché la vaccinazione è stata proposta nel momento sbagliato, cioè sotto l’ombrellone. Ora non possiamo più permetterci quel fallimento, perché rischieremmo che i fragili abbiano dei problemi nel caso di una  ripresa dei contagi”;

Cosa ritiene invece che debbano fare tutti gli altri?
Per quanto riguarda il resto della popolazione, rimane un argomento lasciato alla libera iniziativa. Su 30 milioni di contagi da Omicron, credo che molte persone a cui faremmo la quarta dose siano già guariti. Ci sono lavori che dimostrano che chi ha il vaccino e anche la malattia naturale, ha un’immunità che consente di essere coperti tutto l’inverno. Sarei meno prioritario con loro, anche per non avere un ingolfamento dei centri vaccinali. Oggi, rispetto al 2021, quando c’era bisogno di arrivare a una campagna di massa, si può fare una vaccinazione individualizzata”;

Il vaccino approvato da Ema e Aifa è aggiornato a Omicron 1. Nel frattempo però sono arrivate altre sottovarianti di Omicron e anche la Centaurus. A che punto si è con la valutazione del siero aggiornato alle nuove varianti?
Questo vaccino bivalente copre bene anche Centaurus e Omicron 4 e 5. Secondo i dati di Ema e Aifa, è in grado di stimolare una risposta immunitaria forte anche nei confronti delle varianti successive. Alla fine del 2022 probabilmente arriverà un vaccino aggiornato anche a Omicron 4 e 5, ma intanto facciamo questo. Chi ha aspettato ha fatto bene, perché chi ha ricevuto la quarta dose a luglio, ora dovrà aspettare un po’ in più prima di poter fare il vaccino aggiornato”;

È auspicabile un vaccino annuale aggiornato e modificato di volta in volta, indirizzato alla maggior parte della popolazione, come ha dichiarato Anthony Fauci?
È quello che abbiamo fatto sempre con l’influenza. Siccome il Covid è diventato un parente molto vicino all’influenza, faremo la stessa cosa. Anzi, l’ideale è sperare che nel 2023 venga prodotto un vaccino in grado di coprire sia il Covid circolato nel corso dell’anno sia l’influenza, da consigliare ai fragili ma anche a tutti gli altri. Ora, siccome non abbiamo molto tempo, è più urgente pensare agli anziani e ai fragili”;

Fauci però ha aggiunto “a meno che non arrivi un’altra variante”. Arriverà?
Eviterei di pensare al futuro, alla popolazione dobbiamo parlare sulla base di oggi. Ogni variante che è arrivata è stata più contagiosa ma non peggiore dal punto di vista della gravità della malattia. Quello che accadrà nel 2023 lo vedremo, ma se siamo arrivati ad oggi dobbiamo dire grazie ai vaccini, anche se in questo periodo sono bistrattati dalla politica”;

Si spieghi…
Non da tutta la politica per fortuna. Ma ci sono partiti contro i vaccini che si sono candidati alle elezioni. Il mio reparto ieri è diventato Covid free dopo due anni e questo è soprattutto grazie ai vaccini. Non dimentichiamoci che se oggi facciamo quattro dosi non è perché il vaccino non funziona, ma perché è arrivata una nuova variante. Se avessimo avuto solo il virus originale sarebbero bastate due dosi”;

Come valuta l’andamento epidemiologico delle ultime settimane?
Mi pare che i dati parlino di una sostanziale fine definitiva della fiammata estiva. Continueremo, secondo me, ad avere aumenti dei contagi, ma dobbiamo tenere conto delle ospedalizzazioni. Le terapie intensive sono sotto il 2%, i ricoveri in medicina generale sono davvero molto bassi e dentro questi ultimi ci sono poche persone con la polmonite. La maggioranza di loro arriva in ospedale con altri problemi ma risulta positivo al tampone. In futuro è importante differenziare chi va in ospedale con la polmonite e chi ha solo un tampone positivo”.