Vertice Nato: perché Draghi è andato via prima che finisse e cosa succede con Conte

Oggi si terrà il Consiglio dei ministri in Italia dove, tra le altre cose, si discuterà del caro bollette.

Vertice Nato Madrid - Foto dio Ansa Foto
Vertice Nato Madrid – Foto dio Ansa Foto

Mario Draghi ha lasciato in anticipo il vertice Nato di Madrid per rientrare a Roma. Oggi, giovedì 30 giugno, si terrà il Consiglio dei ministri, che dovrà occuparsi, tra le altre cose, anche del caro bollette.

A rappresentare l’Italia sarà il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. La giornata di ieri è stata molto importante per l’Alleanza Atlantica, con l’invito ufficiale a Svezia e Finlandia di unirsi alla Nato, dopo la caduta del veto della Turchia. Non sono mancate però, tensioni di politica interna in Italia.

Cosa succede tra Conte e Draghi

Domenico De Masi ha riferito che avrebbe incontrato Beppe Grillo durante la sua permanenza di tre giorni a Roma e che Mario Draghi avrebbe chiesto al garante del Movimento 5 Stelle di rimuovere Giuseppe Conte. Il premier italiano ha smentito, come ha smentito una probabile crisi di Governo.

Vorrei precisare che Grillo mi aveva riferito di queste telefonate, vorrei chiarire che siamo una comunità, lavoriamo insieme. Lo trovo sinceramente grave che un premier tecnico che ha avuto da noi un’investitura si intrometta nella vita di forze politiche che lo sostengono per altro”, erano state le parole di Conte alla notizia della presunta richiesta di Draghi di rimuoverlo. In serata l’ex premier ha anche incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Il presidente del Consiglio ha fatto sapere di aver sentito il presidente del Movimento 5 Stelle e che il prima possibile si incontreranno: “Ci siamo parlati poco fa, abbiamo cominciato a chiarirci. Ci risentiamo domani per vederci al più presto”. Ed ha aggiunto: “Il Governo non rischia”. 

La discussione su Ius Scholae e cannabis

Sempre nella giornata di ieri alla Camera è iniziata la discussione sulle due proposte di legge che dividono i partiti: lo Ius Scholae e una parziale legalizzazione della cannabis. Il dibattito è in corso specie sullo Ius Scholae e vede la Lega in contrapposizione con gli altri partiti: “Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e Governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis, anziché occuparsi di lavoro, tasse e stipendi”, ha affermato il leader del Carroccio Matteo Salvini.

Altrettanto dura la risposta del Pd: “Il villaggio Potemkin di barricate annunciate dalla destra – di tutti e due i tipi – in Parlamento sui diritti (dunque sulla pelle delle persone, sul loro futuro, sulle loro attese, sui sogni) la qualifica per quel che è: la peggiore a disposizione”, ha twittato il deputato del Pd Filippo Sensi.