Von Der Leyen a Kiev: “Ucraina sulla strada giusta per l’Europa”

La presidente della Commissione europea si è recata senza annunciarlo nella capitale ucraina per parlare con Zelensky della situazione di Kiev verso l'ingresso in Ue.

Volodymyr Zelensky, Ursula Von Der Leyen - Foto di Ansa Foto
Volodymyr Zelensky, Ursula Von Der Leyen – Foto di Ansa Foto

La presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen è in visita a Kiev per una visita non annunciata. “Bello essere di nuovo a Kiev. Con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky farò il punto sul lavoro congiunto per la ricostruzione e sul progresso fatto dall’Ucraina nel suo cammino europeo”, ha scritto su Twitter.

Il motivo del viaggio è quindi la posizione dell’Ucraina nel cammino verso l’Ue: “L’Europa è con voi!”, conclude Von Der Leyen in ucraino.

Von Der Leyen a Kiev: “Ucraina era già sulla strada giusta verso l’Europa”

In una conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro “L’Ucraina era già sulla strada giusta prima dell’aggressione russa“, ha affermato la presidente. “Ha una democrazia parlamentare solida, ha un’amministrazione funzionante. Vediamo un Paese ad alta digitalizzazione. È un Paese che ha già accordi commerciali e di associazione. Ci sono ancora riforme da fare sul campo della corruzione e in campo amministrativo per attrarre investitori”. 

Ma “apprezziamo gli enormi sforzi” di Kiev e “vogliamo creare una road map molto chiara sulla ricostruzione”, ha aggiunto Von Der Leyen. “Sono commossa e impressionata dalla resilienza del popolo ucraino. Continuano le battaglie cruente nel Sud e nell’Est ma è impressionante notare come gli ucraini difendano il loro Paese”. 

I punti da considerare per l’ingresso dell’Ucraina in Europa

Sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue ci sono diversi punti che la Commissione europea dovrà tenere presente nella sua valutazione. Innanzitutto il buon funzionamento dell’amministrazione centrale e di quelle locali dell’Ucraina, nonostante lo stress della guerra.

Da valutare anche lo stato della società civile e il grado di digitalizzazione. Dal punto di vista economico, la valutazione dell’esecutivo Ue dovrà basarsi sullo stato prima della guerra e l’impressione pare positiva, grazie all’enorme potenziale dell‘export agricolo.

Paesi favorevoli e contrari

Se la Commissione confermerà il sì però, si tratterà solo del primo passo. Tra gli Stati membri infatti, ci sono alcuni scettici. Tra loro, Svezia, Danimarca, Olanda e Portogallo, mentre Germania e Australia oscillano tra scetticismo e indecisione. I Paesi dell’Est Europa sono tutti a favore, con Polonia in testa. Tra i favorevoli anche Italia, Spagna e Grecia. La Francia, finora, non è stata favorevole.