Salario minimo, Ue verso accordo finale, ma in Italia il governo è diviso

La direttiva proposta dalla Commissione europea è allo studio dal 2020 e mira a istituire un quadro comune ai 27 per salari minimi adeguati ed equi.

Parlamento europeo (archivio) - Foto di Ansa Foto
Parlamento europeo (archivio) – Foto di Ansa Foto

Mentre l’Unione europea è a un passo dall’accordo politico sulla direttiva per il salario minimo, in Italia il governo Draghi è diviso. Il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta dice no all’introduzione per legge di una soglia retributiva di base comune a tutti i lavoratori, mentre il disegno di legge resta in Parlamento. Il via libera dell’Europa potrebbe arrivare già domani, martedì 7 giugno, a margine della prossima plenaria.

Salario minimo, Brunetta: “È contro la nostra storia”

Il salario minimo non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazione industriale”, così il responsabile per la Funzione pubblica durante un intervento al Festival dell’Economia di Trento nei giorni scorsi.

Le sue parole hanno dato il via al dibattito italiano. Secondo Visco, governatore di Bankitalia, sarebbe positivo se ben studiato. Anche il ministro del Lavoro Orlando sarebbe d’accordo all’introduzione del salario minimo ed ha auspicato una rapida soluzione: “Vedo aperture positive da tutte le parti, c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda – ha affermato Orlando – Vediamo qual è il punto di contatto che consenta di intervenire subito in attesa poi di una legge di carattere più organico e che consenta di dare una risposta immediata ai lavoratori che si trovano a basso reddito e a basso salario”. 

Conte replica: “Forse non è nella cultura di alcuni politici”

Il salario minimo forse non è nella cultura di alcuni politici”, ha replicato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. “Se per alcuni politici è normale che si prendano paghe da fame, di 3-4 euro lordi l’ora, allora diciamo che la politica del M5S non è questa. Non accetteremo mai fino a quando non approveremo il salario minimo. Queste sono paghe da fame”, ha twittato l’ex premier.

Per noi la questione salariale è fondamentale”, ha affermato il segretario del Pd Enrico Letta, che è d’accordo sulla misura: “Accanto a questo c’è ovviamente l’impegno ad arrivare al salario minimo come fanno in Germania e come fanno in Australia, Paesi che sono simili al nostro e che hanno fatto una scelta che anche noi dovremmo fare”. 

La direttiva proposta dalla Commissione europea è allo studio dal 2020 e mira a istituire un quadro comune ai 27 per salari minimi adeguati ed equi rispettando le diverse impostazioni nazionali e per rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva.