L’Ucraina stoppa il gas russo: quali conseguenze per l’Italia

Kiev ha lamentato interferenze lungo il percorso il mese scorso e per questa ragione ha deciso di fermare il gasdotto: "Le forze di occupazione interrompono le operazioni".

Crisi gas (foto archivio) - Foto di Ansa Foto
Crisi gas (foto archivio) – Foto di Ansa Foto

Per la prima volta dall’inizio della guerra l’Ucraina ha annunciato lo stop al gas russo. L’operatore ucraino ha dichiarato che interromperà le spedizioni russe attraverso il gasdotto di Novopskov (Ucraina orientale), in una zona controllata dai separatisti russi.

Perché Kiev ha deciso lo stop del gas russo

L’hub gestisce circa un terzo del gas russo che passa attraverso l’Ucraina per arrivare nell’Europa occidentale. L’Ucraina ha lamentato interferenze lungo il percorso il mese scorso e per questa ragione ha deciso di fermare il gasdotto: “Le forze di occupazione interrompono le operazioni”, ha dichiarato in una nota GSTSOU, gestore di Kiev. Il gasdotto bloccato trasportava il metano destinato a Slovacchia, Ungheria, Austria, Romania e Italia.

Le conseguenze per l’Italia

La Russia potrebbe reindirizzare le spedizioni attraverso l’hub di Sudzha, al Nord dell’Ucraina. Sergei Kupriyanov, portavoce di Gazprom, ha affermato che la richiesta di utilizzare questo gasdotto arrivata dall’Ucraina sarebbe “tecnologicamente impossibile”. 

Le conseguenze di questa decisione potrebbero colpire anche l’Italia, che potrebbe vedere la riduzione dei flussi di gas al punto di arrivo al Tarvisio, in Friuli. C’è preoccupazione in Snam, il gestore italiano, ma fonti industriali hanno rassicurato sulla capacità del sistema di forniture di assorbire eventuali blocchi grazie alla ramificazione della rete di gasdotti che trasportano il gas russo verso l’Europa.