Scuola, Galli a iNews24: “Dad dopo tre positivi, operazione azzardata. Rischio contagi”

Secondo l'infettivologo è rischioso far scattare la didattica a distanza dopo il terzo caso positivo: "È un problema di quarantene", afferma.

Covid-19
Il suo intervento relativo alle varianti della pandemia (Foto: Facebook)

Secondo Massimo Galli aspettare il terzo caso positivo in classe per fare la didattica a distanza “è rischioso”. L’infettivologo ai nostri microfoni ritiene che sia “un problema di quarantene più che di dad. Il mio timore è che in contesti con pochi vaccinati, non si possa aspettare il terzo infettato”.

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Le regole a scuola sono cambiate, la dad scatta con tre casi positivi…
Su questa decisione sono perplesso perché è un problema di quarantene più che di dad. Il mio timore è che nei contesti con pochi vaccinati, aspettare il terzo contagiato diventi rischioso. Sperare che il virus attenda il terzo infettato senza conseguenze per tutto il resto della classe e delle loro famiglie, mi sembra un’operazione azzardata”;

Gli insegnanti vanno inseriti nelle categorie che devono ricevere la terza dose al più presto?
Potrebbe essere presa in considerazione questa ipotesi. Gli insegnanti però mediamente sono in una fascia di età meno anziana, quindi non sono tra quelli in cui è più probabile in assoluto trovare mancate risposte alle prime due dosi. Anche se come in tutte le fasce di età, alcuni non avranno risposto al vaccino, e non è detto che rispondano alla terza. Non sono contrario, ma sarebbe importante sapere se hanno risposto alla vaccinazione”;

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Ritiene necessaria la proroga dello stato di emergenza?
Credo che questa valutazione sia di competenza delle autorità politiche e sanitarie. Comunque vanno considerati gli elementi che in questo momento sono in via di sviluppo. Com’era atteso abbiamo una rilevante ripresa della diffusione dell’infezione, anche se è imparagonabile ai quasi due anni passati”;

Quali sono le considerazioni da fare?
Se il tasso di diffusione aumenta, abbiamo motivo di prorogare lo stato di emergenza”;

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È preoccupato per l’aumento dei casi di infezione?
Non quanto l’anno scorso, soprattutto perché l’alto tasso di vaccinati ci pone in una situazione nettamente migliore. Ma certamente non sono indifferente”;

Quali sono i fattori che hanno causato l’aumento dei casi?
Certamente assistiamo all’onda lunga delle riaperture dei primi di settembre. In secondo luogo il cambiamento della temperatura, che costringendosi a stare di più al chiuso, ha facilitato la diffusione dell’infezione. Poi abbiamo a che fare con la variante Delta, che maggiore capacità rispetto alle altre varianti di estendersi e anche di mandare le persone in ospedale. Tutto questo comunque, va commisurato al fatto che i più facilmente infettabili sono i giovani non vaccinati e i casi gravi sono molto più rari rispetto agli anziani. Teniamo conto che essendo per la maggior parte vaccinati, non rischiano la malattia grave. In prospettiva però, va valutato che prima o poi potremmo assistere ai primi segni della riduzione della protezione del vaccino”;

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Come in Regno Unito?
Una delle differenze tra noi e il Regno Unito sta in due aspetti. Lì hanno tassi più elevati di vaccinati soprattutto con Astrazeneca, che dalle evidenze sembra essere meno performante dei vaccini a mRna. Il secondo aspetto è che hanno vaccinato prima di noi, e adesso hanno il problema che la protezione del vaccino nel tempo potrebbe andarsi vanificando”;

Ma la protezione resta, anche se minore?
Il vaccino in ogni caso impedisce l’arrivo di ondate come quelle degli anni scorsi. Ma dobbiamo fare comunque attenzione. Su tutti questi elementi si prenderà una decisione in merito al mantenimento dello stato di emergenza”;

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Sulla base di quello che sta dicendo quindi, le terze dosi e i richiami andrebbero somministrati a tutta la popolazione…
Sono sempre stato cauto sul discorso terze dosi. Dal punto di vista della sanità pubblica, quindi della necessità di contenere al massimo il diffondersi della pandemia, l’idea delle terze dosi è necessaria. Penso che sia corretto applicarla per gradi, a partire dagli immunodepressi e i grandi anziani, cioè gli ambiti in cui aumentano le probabilità di trovare una risposta insufficiente alle prime due dosi. Poi le risposte al vaccino sono diverse individualmente”;

Cosa intende dire?
Ci sono situazioni in cui anche se non è sospettabile che un soggetto abbia avuto una risposta insufficiente al vaccino, in realtà è così. Questo giustifica la possibilità di estendere la terza dose gradualmente a tutte le fasce di popolazione. Con le dovute cautele, credo di condividere questa possibile prospettiva. Ma il criterio è la risposta al vaccino”;

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A Trieste è arrivata una stretta per le manifestazioni dopo i 93 contagiati durante le proteste no Green pass. Il prefetto e il sindaco hanno disposto un aumento di controlli e vietato di stare in luoghi affollati senza mascherine. La stessa decisione andrebbe presa anche in altre regioni?
Non è un discorso generale sulle manifestazioni. Questo discorso va applicato a tutti i contesti a rischio con concentrazioni di persone che non mantengono nessuna precauzione. È evidente che il virus sta circolando, quindi la logica e la scienza impongono, dal punto di vista politico, di evitare situazioni a rischio assembramenti laddove non ci siano controlli. Non mi riferisco a cinema, teatri o concerti, dove i controlli esistono. Non si tratta di una scelta politica, ma di applicazione di norme sanitarie in emergenza”.