Perché l’aumento dei contagi in Italia è un segnale positivo, lo spiega Roberto Battiston

Secondo il docente dell’Università di Trento, Roberto Battiston, l’aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni non va letto come una cattiva notizia, anzi, si tratterebbe di una delle conseguenze dell’adozione del Green pass.

Roberto Battiston (foto da Facebook)

Roberto Battiston, professore di fisica all’Università di Trento, intervistato oggi su La Repubblica, ha parlato di alcuni benefici non preventivati che si starebbero rilevando in concomitanza con l’introduzione del Green  pass obbligatorio. Il dato di partenza è quello relativo alla curva dei contagi che, a partire dalla scorsa settimana, è in aumento rispetto alle ultime rilevazioni. Per Battiston tuttavia si tratta di un incremento  che, nonostante le apparenze, dovrebbe far ben sperare in previsione dei prossimi mesi.

“Questa pesca a strascico sta intercettando un numero di infetti che altrimenti continuerebbero a contagiare. È importantissimo, perché misura in modo oggettivo la presenza dell’epidemia nella popolazione non vaccinata, tutela i luoghi di lavoro e riduce significativamente l’epidemia nel Paese, perché per la prima volta fa un tracciamento sistematico, non solamente collegato al tracing”

Fondamentale dunque a questo proposito sarebbe proprio l’introduzione dell’obbligo di esibire il certificato verde per poter accedere nei posti di lavoro, sia pubblici che privati. Infatti, proprio per questo motivo decine di migliaia di cittadini, molti tra i non vaccinati, sono costretti a sottoporsi all’esame del tampone, ampliando dunque la platea delle persone monitorate dal punto di vista sanitario.

“Solo negli ultimi 7 giorni sono stati fatti circa un milione e 800 mila tamponi, e questo ha prodotto un aumento del 10% degli infetti rispetto a quanto che ci si attendeva proiettando i dati dei giorni precedenti”

L’importanza del monitoraggio attraverso i tamponi

Coronavirus piacenza tamponi
Tamponi, cresce il numero in Italia (Youtube)

Praticamente, secondo Battiston, “da un giorno all’altro abbiamo avuto una verifica su persone che altrimenti non avremmo mai raggiunto, e questo senza che fosse effettuato un tracing“.

Nessuna eccessiva preoccupazione per l’aumento dei casi dunque, risultato non di un nuovo colpo di coda del virus, ma di un lavoro di monitoraggio più diffuso e capillare.

“È vero che la discesa, dovuta ai vaccini, si sta un po’ affievolendo, temporaneamente, proprio per questo fenomeno, ma in realtà la risalita è una buona notizia: ci aiuta a identificare nella popolazione complessiva, soprattutto tra i non vaccinati, le persone che sono “pericolose” in quanto contagiose. Li contiamo come dei casi in più, ma al tempo stesso li togliamo dal circuito del contagio”

A testimonianza di quanto spiegato, l’ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, cita anche un precedente eseguito proprio nel nostro Paese. “Si tratta di un test a tappeto come quello fatto in Alto Adige. Nei giorni successivi tutti i parametri dell’epidemia crollarono, perché furono messi in quarantena le poche migliaia di positivi che avrebbero continuato a ignorare di esserlo senza quella operazione e a diffondere il virus”.

Secondo Battiston dunque, l’aumento dei casi registrati in questi giorni non sarebbe altro che un ulteriore prova di come l’introduzione dell’obbligo del green pass sia effettivamente una scelta giusta per poter contrastare la diffusione del virus, proprio perché consentirebbe un maggior controllo soprattutto tra i non vaccinati: “In teoria, se i sei milioni di non vaccinati facessero tutti un tampone a settimana, l’epidemia si spegnerebbe rapidamente perché individueremmo quelle poche migliaia di infetti attraverso i quali il virus continua a circolare e a riprodursi, e li metteremmo in quarantena”.