Riapertura discoteche al 50%, Santanchè (Fdi) a iNews24: “Decisione senza basi scientifiche, per il governo ballare è uno scandalo”

La senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, critica duramente la scelta del governo di consentire la riapertura delle discoteche con una capienza limitata al 50% negli spazi al chiuso: “Si degnino di spiegarci perché nonostante il Green pass queste limitazioni valgono solo per le discoteche”. L’esponente di Fdi mette in guardia anche sul rischio sanitario: “Non si rendono conto che in questo modo si crea ancora di più il rischio di assembramenti fuori dal locale”

Daniela Santanchè (foto da Facebook)

 Il governo ha dato il via libera all’aumento di capienza fino al 100% per quanto riguarda gli spazi culturali come cinema e teatri, mentre per gli stadi si passa al 75%. Finalmente dopo un anno e mezzo di chiusura, a partire dall’11 ottobre anche le discoteche potranno riaprire con una capienza consentita del 50% al chiuso e del 75% negli spazi all’aperto. Lo ritiene un buon compromesso?

“Innanzitutto quella del 75% all’aperto è un’indicazione che mi fa ridere, perché forse questi fenomeni non si rendono conto che viviamo in Italia e che il clima quasi già non consente più di organizzare eventi all’aperto. Detto ciò non riesco a capire una cosa: se il Green pass, come ci hanno spiegato sia il presidente Draghi che il ministro Speranza, è uno strumento di libertà e di monitoraggio del contagio, allora vorrei sapere per quale motivo devono ancora esserci delle limitazioni così stringenti che valgono solo per le discoteche. È possibile sapere su quale principio scientifico si basa tutto questo?”

Probabilmente sul fatto che il Cts continua a considerare le discoteche tra gli ambienti più ad alto rischio di contagio.

“Ah si? Perché invece lei allo stadio i tifosi li vede tutti seduti e composti, o forse perché le discoteche sono frequentate da pericolosi banditi e sovversivi?”

La scelta del governo sulla riapertura delle discoteche

Discoteche riaperture
Riapertura delle discoteche al 50% (Foto: Facebook)

Qualcuno potrebbe dire che la decisione del governo di consentire l’apertura fino al 50% è comunque meglio rispetto a quanto consigliato dallo stesso Cts, che solo due giorni fa consigliava invece una capienza del 35%.

“L’indicazione del Cts per una capienza del 35% era una vera follia, che conferma ancora una volta come questa gente non abbia la minima idea di quello che voglia dire aprire una discoteca e di quali siano i costi fissi da affrontare. Il problema però è un altro, perché qui non si tratta di dire se il 50% sia meglio del 35%, ovvio che lo è, ma è una questione di principio e non capisco perché debba valere solo per le discoteche. Dal momento che chi entrerà nel locale avrà il Green pass, per quale motivo la capienza deve ancora essere limitata nonostante tutti i protocolli, gli investimenti e le misure di precauzione? Voglio solo che qualcuno mi dimostri se esiste davvero una spiegazione logica a questa decisione. È forse un problema di bigottismo, forse ballare è diventato uno scandalo e dà fastidio? La smettano di prenderci per i fondelli e si degnino di darci delle spiegazioni”

Secondo lei quindi, dopo un anno e mezzo di chiusura, si tratta dell’ennesima beffa economica nei confronti dei gestori delle discoteche?

“Non si tratta solo di un problema economico, possibile che questo “governo dei migliori” non si renda conto che con la capienza al 50%, si crea anche il rischio di grossi assembramenti fuori dalla discoteca? Per carità, capisco che questi illustri scienziati al governo non frequentino le discoteche, forse perché evidentemente non le considerano abbastanza chic… ma secondo loro come si decide chi fare entrare, a seconda del colore degli occhi? Già effettuare il controllo del Green pass all’ingresso è un’operazione per la quale ci vuole un po’ di tempo, in più ora c’è da rispettare anche un’entrata contingentata al 50%… ma come fa un gestore ad evitare assembramenti fuori dal locale con tutta la gente che chiede di entrare, come possono solo pensare che così facendo non si creino degli assembramenti?”

Oltre a mantenere l’obbligo di indossare le mascherine, tranne quando si balla, ci saranno anche da rispettare una serie di misure di prevenzione relative al ricambio dell’aria e alla sanificazione degli ambienti. Tutto ciò, sommato ad una capienza limitata del 50%, quanto danneggia il settore e quanto ci vorrà per garantirne una ripresa dal punto di vista economico?

“Ci vorrà tempo e soprattutto ci vorranno degli investimenti, tutte cose di cui il governo evidentemente non tiene conto. Anche i soldi per i ristori destinati alle discoteche, si può sapere che fine hanno fatto? Vorrei ricordare che ci sono  moltissimi gestori che ancora stanno aspettando e che purtroppo ancora non hanno visto un euro”