Dimissioni Durigon, Salvini lo ringrazia e attacca Lamorgese

Si è dimesso ieri sera il sottosegretario al MeF, Claudio Durigon, dopo la polemica sulla sua proposta di intitolare nuovamente il parco di Latina alla memoria di Arnaldo Mussolini. Soddisfazione da parte del Pd, M5s e Leu, mentre la Lega evita così la mozione di sfiducia.

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Claudio Durigon, foto da Facebook

Dopo oltre venti giorni di polemiche, ieri sera il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, si è dimesso dal suo incarico.

La decisione è stata presa in seguito all’incontro avvenuto in serata tra l’ex leader sindacale dell’Ugl e il segretario della Lega, Matteo Salvini, che dopo aver difeso strenuamente il suo sottosegretario, alla fine ha dovuto arrendersi alle pressioni delle altre forze politiche che minacciavano una mozione di sfiducia.

Tramite una lettera, Durigon ha voluto spiegare i motivi del suo passo indietro, ammettendo un errore di comunicazione circa la sua proposta di intitolare il parco “Falcone e Borsellino” di Latina alla memoria di Arnaldo Mussolini, fratello di Benito, ma ha anche attaccato gli avversari politici che avrebbero strumentalizzato le sue parole.

La lettera di Durigon

“Ho deciso di dimettermi dal mio incarico di governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e serietà. Si tratta di una decisione presa per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno”.

Sulla proposta che ha scaturito le polemiche, l’ex sottosegretario ha ammesso che “un processo di comunicazione si valuta non in base alle intenzioni di chi comunica, ma al risultato ottenuto su chi riceve il messaggio: è chiaro che, nella mia proposta toponomastica sul parco comunale di Latina, pur in assoluta buona fede, ho commesso degli errori. Di questo mi dispiaccio e, pronto a pagarne il prezzo, soprattutto mi scuso”

Sulle accuse di simpatie nostalgiche nei confronti del fascismo che gli sono state attribuite in queste settimane, Durigon ha voluto puntualizzare: “Mi dispiace che mi sia stata attribuita un’identità “fascista”, nella quale non mi riconosco in alcun modo. Non sono, e non sono mai stato, fascista. E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani. La mia vera colpa è che non mi dimentico di essere “figlio” della bonifica pontina”.

L’ex sottosegretario non ha poi risparmiato un attacco al leader del M5s, Giuseppe Conte e all’attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, aggiungendo che: “tutta questa polemica sta diventando l’alibi di chi, in malafede, intende coprire altri problemi: mi riferisco in particolare ai limiti del Viminale o delle incredibili parole di Giuseppe Conte sul dialogo con i talebani”

Le reazioni del mondo politico

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Il primo a commentare le dimissioni di Durigon è stato proprio il segretario della Lega, Matteo Salvini che ha voluto ringraziare  il suo ex sottosegretario “non solo come politico ma soprattutto come uomo, amico, persona onesta, concreta, schietta e coraggiosa, che a differenza di altri lascia la poltrona per amore dell’Italia e della Lega, e per non rallentare il lavoro del governo, messo irresponsabilmente in difficoltà per colpa di polemiche quotidiane e strumentali da parte della sinistra“. Poi l’attacco alla ministra dell’Interno Lamorgese: “Contiamo che questo gesto di responsabilità induca ad una seria riflessione altri politici, al governo e non solo, che non si stanno dimostrando all’altezza del loro ruolo”.

Di tutt’altro avviso sono invece le dichiarazioni del neo presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha espresso soddisfazione per le dimissioni di Durigon, che pure aveva fatto parte anche del suo primo governo ai tempi dell’esecutivo gialloverde: “Sono finalmente arrivate le dimissioni del sottosegretario Durigon, avevamo prontamente denunciato l’incompatibilità con la permanenza nell’incarico di governo per chi aveva proposto di rimuovere l’intestazione del parco pubblico di Latina alla memoria di Falcone e Borsellino per restituirlo alla memoria del fratello di Benito Mussolini”.

Non si sono fatte attendere anche le reazioni da parte del Partito Democratico che tramite il suo capodelegazione a Bruxelles, Brando Benifei, ha dichiarato: “Durigon, ormai accerchiato ci ha messo anche troppo tempo a dimettersi. Una scelta giusta per la dignità del nostro governo, che non può avere nelle sue fila un nostalgico del fascismo che lancia messaggi ambigui al mondo della criminalità organizzata”

Nessun dubbio anche per il sindaco di Latina, Damiano Coletta, per il quale “le dimissioni di Durigon sono tardive ma finalmente sono arrivate. Adesso parliamo di futuro, legalità, sviluppo, bene comune”.

 

 

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