Cosa vuol farne Renzi del Reddito di cittadinanza? Lo scenario delineato dalla senatrice Laura Garavini di Italia Viva

La senatrice di Italia Viva, Laura Garavini, esprime soddisfazione per la riforma della giustizia passata al Cdm: “Finalmente è terminata l’era del giustizialismo accanito”. Sulla polemica con il Pd per la mediazione sul ddl Zan, l’esponente renziana non ha dubbi: “Se si vuole arrivare allo scontro, allora non ci sarà trippa per gatti e il provvedimento purtroppo verrà affossato”

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Laura Garavini, senatrice Italia Viva - Foto Facebook
Laura Garavini, senatrice Italia Viva – Foto Facebook

Senatrice, alla fine dopo una serie di tensioni interne alla maggioranza, la riforma Cartabia ha avuto il via libera al Cdm. Alcuni esponenti del vostro partito hanno dichiarato che con la cancellazione della riforma Bonafede finisce anche l’epoca del giustizialismo, lei è d’accordo?

Sì, assolutamente. È finita un’era, quella promossa dall’allora ministro Bonafede e quindi anche questa fase di giustizialismo accanito e, purtroppo, anche poco legalitario”

Quindi il testo uscito dal Cdm vi soddisfa così come è, o ritenete che abbia bisogno di alcuni ritocchi?

“Diciamo che ci auguriamo che sia preservata la possibilità che il Parlamento possa limare  ancora un po’ il testo “

Lo scontro interno al M5s

M5S Conte Grillo
L’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

 

Sembra che un ruolo importante nella mediazione l’abbia avuta anche la telefonata di Grillo a Draghi, ve l’aspettavate?

“Io penso che tutto ciò sia più legato alla fase di grande turbolenza che sta vivendo il M5s al suo interno. Si fa fatica a esprimere un commento o fare un’analisi sul loro posizionamento attuale, proprio perché sono tremendamente in difficoltà praticamente su tutto”

Chi invece non è rimasto soddisfatto è stato Giuseppe Conte, al punto tale che molti nei 5stelle si stanno chiedendo se abbia ancora senso rimanere al governo.

“Appunto, come le dicevo è molto difficile poter commentare un movimento che è totalmente in contraddizione con se stesso. Lo stesso ex presidente del consiglio Conte, solo poche settimane fa aveva dichiarato addirittura di essere colui che aveva prodotto e sostenuto dall’inizio  il governo Draghi, e invece ora rispetto alla questione della giustizia, non solo si pone contro il governo, ma da quello che emerge dalla stampa, sembra quasi che questa potrebbe essere addirittura una ragione per non sostenerlo più. Mi pare evidente come questo sia un atteggiamento del tutto incoerente; non c’è una linea, né un filo logico e politico all’interno del M5s, neppure tra i singoli protagonisti”

Il ddl Zan e il rapporto con la Lega

Matteo Renzi (Getty Images)

Martedì invece arriverà in Senato il ddl Zan, per il quale sono falliti i vostri tentativi di mediazione. Il Pd tuttavia continua a dire che a mancare non saranno i suoi voti, ma quelli di Italia Viva…

In realtà ci sono già diverse voci che si sono espresse in queste ore, a partire dal senatore Marcucci, ma anche Alfieri e Taricco, che invitano ad un ripensamento, cosa che ci auguriamo anche noi di Italia Viva. Noi vogliamo fortemente questo provvedimento, ma serve concretezza e fiuto politico. Ormai è praticamente certo che ci sarà il voto segreto, e temo che molti colleghi anche della maggioranza, interni al Pd, potrebbero non votare la legge cosi com’è. Se si vuole arrivare allo scontro, allora ho la sensazione che non ci sarà trippa per gatti e il  provvedimento purtroppo verrà affossato”

Eppure i toni il segretario Letta ha deciso di arrivare alla conta piuttosto che mediare…

“Tutti i toni e le polemiche messi in campo dal Pd sono assurdi, anche perché sulla nostra mediazione c’era stato una risposta importante da parte della Lega, con un atteggiamento innovativo che rappresentava davvero un passo avanti insperato. È un peccato che il Pd non abbia colto questa possibilità, ma voglio essere ottimista e sperare che anche il segretario Letta faccia sue queste remore, e si renda conto che senza questa mediazione la votazione in Senato sarà un Vietnam, come sostiene Scalfarotto”

C’è chi vi accusa di stare mettendo le basi per una futura alleanza con la Lega e il centrodestra

“Sono accuse del tutto strumentali e assurde, chi fa politica sa che è l’arte del compromesso e del confronto. È inutile provare ad insinuare di un alleanza con la Lega, perché non è di questo che stiamo parlando. Il punto è un altro: vogliamo portare a casa un disegno di legge così importante e di cui si sente la necessità, oppure no? Se sì, dobbiamo riuscire a coinvolgere anche quelle forze politiche, a partire dalla Lega, che fino a ieri erano totalmente contrarie al provvedimento. Qui si pretende di portare a casa una vittoria, ma la vittoria la otterremo soltanto nella misura in cui il provvedimento verrà approvato, e invece questo irrigidimento del Pd, purtroppo, sta andando proprio nella direzione opposta”

Renzi ieri ha annunciato di voler avviare la raccolta delle firme necessarie per chiedere il referendum abrogativo del provvedimento nel 2022. Dopo la prescrizione, puntate a smontare un altro impianto fondamentale dei 5stelle?

Noi siamo sempre stati contrari al reddito di cittadinanza, quindi l’idea di promuovere una raccolta firme per la sua abrogazione è una proposta assolutamente coerente. Ovviamente, tutto ciò avverrà  dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, perché è chiaro che ora lo sforzo di mediazione deve muoversi nella direzione di trovare un Presidente che sia espressione della più ampia condivisione tra le forze politiche, quindi ora non è il caso di mettere in campo delle iniziative che possono ledere i presupposti per un confronto tranquillo e costruttivo. Detto ciò, mai come ora si vedono gli effetti nefasti del Rdc, e infatti in una fase in cui c’è bisogno di una ripresa economica e di rimettere in moto il Paese, la realtà purtroppo è che oggi le imprese non trovano personale da assumere perché il Rdc è più allettante di quanto non possano essere tutta  una serie di posti di lavoro in regola. Questa è una distorsione che non possiamo più permetterci, perché va ledere la cultura del lavoro delle nuove generazioni”

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