Carta dei valori europei, Zanni (Lega) a iNews24: “Il nostro è un europeismo pragmatico, PPE schiavo della sinistra e dei verdi”

L’europarlamentare della Lega e presidente del gruppo Identità e Democrazia, Marco Zanni, spiega i motivi che hanno portato alla ratifica di una dichiarazione comune tra i leader dei partiti sovranisti europei: “Portiamo un’idea alternativa di cooperazione europea che parta dagli stati membri, le porte sono aperte a tutti”. Sulle polemiche da parte del Pd che evidenziava un’incoerenza tra la scelta europea del Carroccio e il sostegno in Italia al governo Draghi, l’esponente della Lega non ha dubbi: “ Il Pd professa un europeismo acritico, il nostro progetto politico è in linea con l’approccio di Draghi”

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Marco Zanni (foto da Facebook)

 

La  “Carta dei valori europei” sottoscritta da Salvini, Meloni, Le Pen, Orbán e altre dodici forze politiche dell’area della destra sovranista ha ufficialmente presentato la sua sfida politica per il futuro dell’Europa. Come si inserisce questo patto nello scenario politico attuale?

“In realtà si tratta di un percorso che stiamo portando avanti già da un po’ di tempo, avevamo l’idea di creare un centrodestra alternativo nel Parlamento europeo ed era un’ipotesi già abbastanza avanzata anche prima delle elezioni del 2019, ma all’epoca non fu possibile concretizzarla. Oggi, invece, con l’uscita di Orban dal PPE si è riaperto questo scenario e abbiamo ripreso questo percorso tracciando due direttive: innanzitutto, la necessità di lavorare insieme e di aggregare per contare di più ed esser più decisivi nel parlamento europeo. Poi, quello di creare un gruppo forte di partiti di governo che, nei vari paesi, portino avanti una visione del futuro dell’ Europa alternativa a quella del superstato che, piano piano, in modo forzato, assorbe le competenze e le peculiarità degli stati membri”

Durante la presentazione è stata tirata in ballo anche la Conferenza sul futuro dell’Europa, lanciata qualche appena settimana, e che dovrebbe delineare i contorni di una riforma delle istituzioni europee

“La nostra preoccupazione è che questa conferenza contenga delle conclusioni già scritte, visto che in questa grande plenaria, la cosiddetta partecipazione dei cittadini avviene in realtà attraverso delle persone che sono appartenenti a ong finanziate dalla Commissione europea. Diciamo che ci sembra che tutto sia già un po’ preimpostato sui soliti discorsi, mentre noi invece vogliamo offrire un’alternativa di cooperazione europea che parta dagli Stati membri e dal rispetto del principio di sussidiarietà. Abbiamo messo nero su bianco alcuni di quei valori di centrodestra che oggi sono stati abbandonati dall’Europa, ma anche da chi avrebbe dovuto rappresentarli, ovvero il Ppe. Bene, oggi c’è un’alternativa che vuol rimettere al centro quei valori, e le porte sono aperte a tutti. Il nostro obiettivo è aggregare e creare un nuovo gruppo che sia il più ampio possibile, che possa essere  protagonista e un punto di riferimento per chi, nel centrodestra europeo, non si sente più rappresentato da un Partito popolare europeo che ormai è schiavo della sinistra e dei verdi

La sfida sovranista in Europa

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Nella Carta però non c’è ancora un riferimento a gruppi o partiti unici, anzi, i conservatori per esempio non vogliono fondersi…

“Diciamo che al momento c’è stata la volontà di ribadire che oggi la cooperazione va in questa direzione, il tutto sempre nel rispetto dei vari gruppi, anche perché non tutti i partiti appartenenti a ECR e ID hanno firmato questa carta. Quindi innanzitutto c’è da tutelare l’esistente, poi, da oggi, lavoreremo anche su questo. Non è detto che ce la faremo, né per metà mandato, né per il 2024, ma a mio avviso provare a concretizzare questo progetto sarebbe un vantaggio per tutti, dal momento che abbiamo dei valori comuni”

E Afd, vostro alleato in Identità e Democrazia, perché non ha aderito?

“Proprio perché abbiamo deciso di darci del tempo per risolvere quei punti su cui non siamo tutti d’accordo. Afd non ha partecipato perché non c’era una piena convergenza da parte di tutti i firmatari, vedremo dopo le elezioni tedesche quali saranno gli scenari. Io credo che Afd debba anche fare una sua riflessione interna su alcuni aspetti, ma ripeto questo è solo l’inizio, l’importante è che ci sia la volontà di allargarsi e crescere sempre di più”

Da Bruxelles all’Italia, la polemica con il Pd

pd letta
Enrico Letta (@GettyImages)

In Italia il segretario del Pd, Enrico Letta, ha dichiarato che: “Non si può essere sostenitori insieme di Draghi e di Orbán”

Evidentemente il segretario del Pd la nostra carta non l’ha mai letta. Questa è una carta che esalta il valore della cooperazione europea, ma da un altro punto di vista; non verso lo svuotamento delle identità nazionali, ma come un valore che parte da quello che è oggi il nucleo imprescindibile della democrazia in Europa: lo stato nazione.  Il fatto che esistano nazioni diverse non è frutto di una casualità, ma di un evoluzione storica e culturale che va avanti da secoli. Quello che noi contrastiamo è un europeismo che vuole a tutti i costi un’omologazione forzata, attraverso un approccio distruttivo. Il Pd professa un europeismo acritico, noi invece proponiamo un europeismo pragmatico, un progetto che tra l’altro è assolutamente in linea anche con l’approccio di questo governo e di Draghi in Europa

Anche dalle sue parole possiamo definitivamente dichiarare archiviata la possibilità che la Lega entri a far parte del Partito popolare europeo… Come la prenderà il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti ?

“Non mi risulta che nessuno stesse lavorando per far entrare la Lega nel Ppe, questo è stato semplicemente un dibattito giornalistico. Che poi nella Lega possano esserci idee e sensibilità e differenti, questo è vero, ma la linea resta quella unitaria. Chiariamo subito che questo progetto non è contro il Ppe, ma che vuole fungere da stimolo anche per quella parte del Ppe che non vede bene la svolta a sinistra di questi ultimi anni. È un progetto costruttivo e di apertura per riportare alcuni temi fondamentali al centro del dibattito e dell’azione politica europea”

 

 

 

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