Vaccino, Galli a iNews24: “Ogni Regione fa quello che le pare. Doniamo AstraZeneca agli anziani del Nicaragua”

“Noi abbiamo superato la fase iniziale, durante la quale ci si deve accontentare dei vaccini che ci sono. Ne abbiamo a disposizione altri da somministrare e ormai lo zoccolo duro di popolazione è stato messo in sicurezza”. Sono le parole di Massimo Galli, professore di Malattie Infettive dell'Università Statale di Milano e direttore della clinica malattie infettive dell'Ospedale Sacco, in merito alla decisione del Comitato tecnico-scientifico di somministrare Astrazeneca solo a chi ha più di 60 anni.

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Noi abbiamo superato la fase iniziale, durante la quale ci si deve accontentare dei vaccini che ci sono. Ne abbiamo a disposizione altri da somministrare e ormai lo zoccolo duro di popolazione è stato messo in sicurezza”. Sono le parole di Massimo Galli, professore di Malattie Infettive dell’Università Statale di Milano e direttore della clinica malattie infettive dell’Ospedale Sacco, in merito alla decisione del Comitato tecnico-scientifico di somministrare Astrazeneca solo a chi ha più di 60 anni. “Molte persone preoccupate mi hanno scritto perché le sono stati somministrati vaccini diversi per la prima e la seconda dose – continua Galli – Finora nessuno ha avuto problemi nell’immediato. C’è uno studio della Gran Bretagna che sperimenta proprio la vaccinazione eterologa. Il primo lavoro pubblicato soltanto sui casi di reattività dice che non è successo nulla, se non le solite reazioni al vaccino”, dice Galli, in merito alla possibilità di utilizzare Pfizer per la seconda dose

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Dall’indagine della Procura di Genova sulla morte della diciottenne Camilla Canepa dopo esservi vaccinata con Astrazeneca durante un open day, è emerso che la giovane soffriva di piastrinopenia autoimmune. Una carenza di piastrine cioè, che è considerato indice di allarme.
A maggior ragione non le andava somministrato. Ma su questo non ci si può esprimere fino a che non avremo i dati dell’autopsia. Gli accertamenti necessari stabiliranno gli eventuali nessi di causalità, però è un po’ difficile pensare che la cosa sia avvenuta del tutto a caso. Non so se l’anamnesi sia stata raccolta correttamente, né se la ragazza abbia comunicato la sua malattia. Lasciamo fare le indagini a chi di dovere. Certamente è stata una vicenda molto triste. Si pone il problema di prendere decisioni serie per quanto riguarda questa partita”;

Covid-19
Il suo intervento relativo alle varianti della pandemia (Foto: Facebook)

A cosa si riferisce in particolare?
Mi riferisco in particolare ad Astrazeneca. Nei confronti di una vaccinazione in fase pandemica, si devono considerare due fattori. Uno è la necessità di interesse collettivo nel contenere la pandemia. L’altro è valutazione dei rischi e benefici individuali nell’essere vaccinati. Noi abbiamo superato la fase iniziale, durante la quale ci si deve accontentare dei vaccini che ci sono. Ne abbiamo altri a disposizione da somministrare e ormai lo zoccolo duro di popolazione è stato messo in sicurezza. Dobbiamo quindi, valutare se possiamo permetterci di somministrare o meno vaccini che possono esporre a dei rischi alcune fasce d’età in cui sono previsti. Da questo punto di vista bisogna avere il coraggio e la volontà di guardare a fondo la questione e decidere in maniera chiara se somministrare o meno Astrazeneca a determinate fasce d’età”;

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Oggi il Cts ha deciso di non somministrare più Astrazeneca a chi ha meno di 60 anni. Ma era già stato sconsigliato in questa fascia di età.
Comunque lo si voglia girare, siamo di fronte a uno dei tanti aspetti del nostro Paese. Ogni Regione è una specie di repubblica indipendente che fa quello che le pare. C’è un rapporto dell’Ema del 24 aprile 2021 che mette in relazione il rapporto tra morti pervenute e casi di trombosi con piastrine basse, nella fascia 20 – 29 anni. Dice che il rapporto rischio – beneficio è sfavorevole”;

Astrazeneca lotto vaccini
Tornano disponibili alcune dosi del siero britannico (Foto: Getty Images)

La seconda dose potrebbe portare ulteriori problemi?
“Sulle seconde dosi i rischi sono inferiori e pare che non ci siano eventi gravi. Però, visto che Astrazeneca è stato progettato per una sola dose e dato che c’è una percentuale molto elevata di persone che risponde già con una sola dose, credo che sia arrivata l’occasione per il Governo e le Regioni, di sdoganare l’utilizzo e la prescrivibilità dei test per la misurazione degli anticorpi. Questo potrebbe far risparmiare le seconde dosi che non sono necessarie e permettere a tanti cittadini di ricevere un’altra dose direttamente in inverno, quando magari verrà cambiato anche il vaccino”;

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Sempre il Cts ha stabilito che per la seconda dose ai giovani dovrà essere somministrata Pfizer. Sarebbe prudente fare una seconda dose con un vaccino diverso dalla prima?
Molte persone mi hanno scritto preoccupate perché gli sono stati somministrati vaccini diversi per la prima e la seconda dose. Finora nessuno ha avuto problemi nell’immediato. C’è uno studio della Gran Bretagna che sperimenta proprio la vaccinazione eterologa. Il primo lavoro pubblicato soltanto sui casi di reattività dice che non è successo nulla, se non le solite reazioni al vaccino”;

Fin dall’inizio c’è stato molto caos sul vaccino Astrazeneca…
L’Ema è stata abbondantemente scavalcata fin dall’inizio dai Governi. In un contesto di prese di posizione diverse, le Nazioni che se lo potevano permettere hanno stoppato l’utilizzo di Astrazeneca. Ma in Italia, la campagna vaccinale è cominciata in ritardo”;

Vaccinazioni
Ecco tutte le sue parole ai microfoni di Elisir su Rai 3 (Foto: Getty Images)

Intanto però, i vaccini Astrazeneca sono stati acquistati. Una volta coperta totalmente la fascia dai 60 anni in poi, potrebbero essere donati ai Paesi che sono ancora indietro con la campagna? Ovviamente da destinare agli anziani…
Ci sono Paesi come il Nicaragua dove ad oggi la popolazione che abbia ricevuto almeno una dose di vaccino è il 2,6%, il Venezuela 1,1%, Gabon, Somalia e Zambia sono allo 0,8%. Quindi non troverei uno scandalo se, una volta garantita la copertura totale dei nostri anziani, venissero dati i vaccini ad altri Paesi per mettere in sicurezza anche gli anziani di altri Paesi”.

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