Luana D’Orazio, la procura: “Orditorio gemello era manipolato”

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Stando a quanto dichiarato dalla procura, un macchinario identico a quello in cui ha perso la vita Luana D’Orazio aveva i sistemi di sicurezza manipolati

luana D'Orazio
Luana D’Orazio, nuovi retroscena sul macchinario (screenshot Twitter)

Lo scorso 4 maggio, la 22enne Luana D’Orazio ha tragicamente perso la vita sul luogo di lavoro. Proseguono le indagini degli inquirenti, che hanno rilasciato poco fa alcune sconcertanti novità a riguardo. Pare che il macchinario gemello di quello in cui morì la giovane ragazza aveva i sistemi di sicurezza manipolati.

Subito dopo l’incidente, la procura ha sequestrato due orditoi della ditta – quello fatale per Luana e un altro di fronte – così da farne una comparazione. Nei prossimi giorni avverranno le dovute verifiche anche per l’altro macchinario, così da capire se anch’esso abbia i sistemi di sicurezza manipolati. Al momento sono due gli iscritti al registro degli indagati: il titolare dell’orditura e l’addetto alla manutenzione del macchinario.

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Luana D’Orazio, la ricostruzione del tragico incidente

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L’orditorio gemello aveva i sistemi di sicurezza manipolati, ha spiegato la procura (screenshot Twitter)

Continuano gli accertamenti da parte della procura, per la ricostruzione esatta dei fatti che hanno portato alla tragica morte della 22enne Luana D’Orazio. Secondo quando raccolto fino ad ora, pare che la giovane ragazza sia rimpasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando, venendo poi risucchiata. C’era una collega di fianco a lei, che ha però dichiarato di non aver sentito alcuna richiesta di aiuto.

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Dopo i primi interrogatori, nessuno dei presenti ha sostenuto di aver sentito grida di aiuto provenire da Luana. Decisivi saranno i controlli che avverranno nei prossimi giorni sul macchinario, per capire se i sistemi di sicurezza fossero manipolati.

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