Ceccanti (Pd ) a iNews24: “ La linea Draghi è pienamente in sintonia con la base culturale del Pd”

Il deputato del Partito Democratico, Stefano Ceccanti, sottolinea il ruolo politico del Pd all’interno dell’esecutivo: “Non siamo neutrali rispetto al governo, ma rivendichiamo una particolare sintonia programmatica con l’agenda Draghi”. Il costituzionalista dem esprime un giudizio positivo sui due nuovi vicesegretari: “Nomine che confermano la vocazione maggioritaria del partito”, mentre allontana le polemiche con la Lega innescate dalle dichiarazioni di Letta sullo Ius Soli: “Questo governo ha un mandato limitato, che non comprende scelte in questo ambito”

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Stefano Ceccanti (da Facebook)

Sono passati pochi giorni dall’assemblea nazionale che ha eletto Enrico Letta nuovo segretario del Pd e proprio ieri è avvenuta la nomina dei due vicesegretari Tinagli e Provenzano. Alla luce di queste novità, qual è il clima nel Partito Democratico?

 “Il clima è molto positivo e mi sembra molto importante che l’intervento in Assemblea del neosegretario abbia segnalato soprattutto la sintonia con il Presidente del Consiglio e con il governo. È giusto sottolinearlo, perché al di là dei ministri che sono stati espressi direttamente dal Pd, la linea politico-culturale del presidente Draghi è in sintonia assoluta con il lavoro e con le basi culturali del Pd. Anche al nostro interno, le prime nuove nomine ci restituiscono l’idea di un Pd come un soggetto ampio, che non accetta che ci sia una divaricazione delle posizioni tra il cosiddetto centro e la cosiddetta sinistra, ma si conferma invece come un partito a vocazione maggioritaria, ad ampio spettro di tutto l’arco del centrosinistra. Ovviamente questo non esclude poi anche le alleanze, ma il Pd, già dentro di sé vuole essere in grado di esprimere questa pluralità“

Politicamente parlando, in cosa si caratterizza questa sintonia con il governo Draghi?

“Il punto fondamentale è che la cultura politica che esprime il presidente Draghi, di connessione tra l’Italia e l’Europa, è esattamente la stessa del Partito Democratico. Anche molti dei cosiddetti tecnici, sono in realtà notoriamente vicini alle posizioni del Pd, che ha sostenuto in questi anni una linea verso il cambiamento delle istituzioni europee. Al di là di una base naturalmente eterogenea delle forze che compongono questo esecutivo, e che sono in prospettiva alternative tra loro, noi non siamo neutrali rispetto al governo, ma rivendichiamo una particolare sintonia programmatica con l’agenda Draghi”

Letta e le due anime del Pd

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Enrico Letta (Getty Images)

L’eurodeputata Tinagli e l’ex ministro Provenzano sono due figure che, in questa fase, possono ben rappresentare le due anime del Pd, quella più liberale e quella più di sinistra?

“Il Pd scommette esattamente su questo, non su piccoli partiti identitari che si sommino, ma su un partito che sia il perno di un’alleanza di centrosinistra, proprio perché già rispecchia al suo interno queste due anime del pensiero progressista, che poi sono le stesse che convivono in tutti i grandi partiti  di centrosinistra, in Europa e in America”

C’è stata poi la vicenda relativa alla candidatura di Gualtieri a sindaco di Roma. Cosa è successo precisamente, la base territoriale aveva scavalcato il segretario?

“Non ho capito bene cosa sia successo, ma è evidente che quello della capitale d’Italia è un voto che ha due anime: una locale e territoriale che vede coinvolti gli iscritti e gli organi dirigenti locali, e un’altra che investe anche il neosegretario nazionale. Capisco la posizione di Letta, che non può trovarsi a cose già fatte, anche perché ne va di uno dei test fondamentali con cui si aprirà il suo mandato”

Le tensioni con la Lega su Ius Soli ed Europa

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Matteo Salvini (Getty Images)

Letta ha anche rilanciato sullo Ius Soli, scatenando però le reazioni contrarie da parte di alcuni esponenti della Lega…

“Queste sono differenze che in prospettiva sono fisiologiche, ma che non hanno assolutamente nulla a che fare con il governo, che ha un mandato limitato e che non comprende in alcun modo una scelta di questo tipo. Un conto è l’azione di governo, un’altra cosa sono le iniziative parlamentari che potranno essere assunte, non in questa, ma nella prossima legislatura, quando le posizioni saranno limpidamente alternative”

A proposito di posizioni alternative, sempre ieri Salvini è tornato ad attaccare l’Europa, definendo fallimentare la gestione del piano vaccini, anche in relazione al caso AstraZeneca.

Mi sembra ci sia errore di fondo: le istituzioni europee non hanno bloccato nulla,  è stata la Germania che per un eccesso di angoscia ha stoppato il vaccino.  A quel punto anche i Paesi vicini hanno deciso di sospendere temporaneamente la somministrazione e di attendere il verdetto dell’Agenzia europea del farmaco, anche perché se avessero deciso diversamente, è probabile che molte persone non si sarebbero più vaccinate. Oggi abbiamo finalmente avuto il responso dell’Ema che ha scacciato ogni dubbio. In ogni caso l’Europa fa parte della soluzione, non del problema”

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