Covid zone Italia, il Cts conferma: “Sistema funziona, anche il vaccino”

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C’è la conferma del Cts sul funzionamento delle zone di colorazione in Italia, per limitare il contagio da Covid, e dell’efficacia del vaccino.

Covid Zone Italia Cts
Arriva la conferma del funzionamento della divisione delle zone colorate (Getty Images)

Arrivano conferme sul funzionamento delle zone di colorazione in Italia per limitare il contagio Covid, con le parole di Luca Richeldi del Cts. Infatti durante l’ultima intervista, proprio Richeldi ha confermato che il primo obiettivo del Governo è quello di azzerare le vittime. Ovviamente la fase che sta attraversando l’Italia è a dir poco difficile, a causa della diffusione della variante inglese che ha fatto partire la terza ondata di casi.

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Ma fortunatamente arriva la conferma dell’efficacia della divisione in zone, con la penisola che torna completamente in zona arancione e rossa, ad eccezione della Sardegna. Notizie confortanti anche per quanto riguarda i vaccini, che hanno confermato la loro efficacia. Anche Richeldi, infatti, guardando Israele, Usa e Gran Bretagna, ha potuto notare come il cambio di rotta sia dovuto proprio all’accelerata sulla campagna vaccinale.

Covid Italia, il Cts conferma il funzionamento delle zone colorate: la via d’uscita sono i vaccini

Vaccino Johnson & Johnson
Il nuovo vaccino approvato potrebbe essere approvato a breve in Ue (via Getty Images)

Così anche in Italia un’accelerata sui vaccini potrebbe invertire la rotta anche per l’Italia. Ad oggi il vaccino prevalente nel nostro paese è quello di Pfizer-BionTech, ma purtroppo ci sono ritardi sia sulla prima che sulla seconda dose. In merito Richeldi (Cts) ha dichiarato: “Sappiamo che la differenza di efficacia tra prima e seconda dose è del 30% in meno. Non credo sia saggio imboccare questa strada, tanto più che tra marzo e aprile potremo contare su forniture più solide“.

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Infine arriva anche la precisazione sul vaccino russo di Sputnik V, approvato in San Marino e con la pressione della Lega per un importazione anche in Italia del siero. Al momento, però, scavalcare i protocolli di Ema ed Aifa non è la cosa più sicura e l’esponente del Comitato Tecnico Scientifico ha concluso affermando: “I dati sul preparato russo sono promettenti ma insufficienti. Se non verrà approvato dall’agenzia europea Ema sarebbe un azzardo acquistarlo in proprio“.

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