Palermo, condannati per mafia percepivano reddito di cittadinanza: l’operazione

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La guardia di Finanza di Palermo incastra 145 condannati per mafia che percepivano il reddito di cittadinanza: l’operazione della Guardia di Finanza.

Palermo reddito cittadinanza
L’operazione della guardia di finanza (Getty Images)

Nuova operazione del Comando provinciale di Palermo della Guardia di Finanza, con le fiamme gialle che incastrano 145 condannati per Mafia che percepivano il reddito di cittadinanza. Infatti le perosone interessate non avevano alcun diritto a ricevere il sussidio statale. L’accusa che pende sugli indagati è di dichiarazioni mendaci volte all’ottenimento del reddito di cittadinanza. Ma non solo c’è anche il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed all’Inps, con cui le fiamme gialle collaborano costantemente.

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Le ricerche dei finanzieri hanno riguardato circa 1.400 profili, che dal 2009 hanno subito condanne definitive per associazione mafiosa o per altri reati. Infatti il reddito di cittadinanza non può essere percepito con la fedina penale sporca. Nonostante ciò queste persone, usufruendo anche il nominativo dei familiari, sono riuscite ad ottenere il sussidio statale fino all’indagine dei finanzieri, occultando quindi le condanne ostative.

Palermo, nuova operazione della Gdf sul reddito di cittadinanza: il comunicato

Palermo reddito di cittadinanza
Operazione dei finanzieri nel palermitano (Foto: Facebook)

In seguito all’operazione il comando palermitano della Guardia di Finanza ha rilasciato un comunicato. Al suo interno vengono riportati diversi reati commessi dagli indagati, come: “tentato omicidio, estorsione, rapina, favoreggiamento, trasferimento fraudolento di beni, detenzione di armi, traffico di sostanze stupefacenti, illecita concorrenza con minaccia o violenza, scambio elettorale politico-mafioso“.

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Inoltre sempre le fiamme gialle hanno calcolato ben 1 milione e 200mila euro percepiti dal 201. Poi i finanzieri hanno provveduto a sequestrare beni a 26 condannati per associazione di tipo mafioso o per reati aggravati, per un totale di 70mila euro. Sono diverse le famiglie mafiose colpite dall’operazione. Tra le più note troviamo quelle della Kalsa, di Resuttana, di Passo di Rigano, di Partinico e di Carini. Le famiglie, inoltre, erano affiliate ai clan Inzerillo e dei Lo Piccolo.

La Guardia di Finanza ha concluso il comunicato confermando l’impegno finalizzato a contrastare le attività criminali. Infatti spesso i clan provano ad infiltrarsi nell’economia legale percependo le risorse pubbliche destinate alle persone in condizioni di difficoltà.

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