Nuovo governo Draghi: giuramento, fiducia e prime reazioni

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Nuovo governo Draghi: la squadra è pronta per il giuramento e per il passaggio in Parlamento a caccia della fiducia. Le prime reazioni

Nuovo governo Draghi pronto per il giuramento (Getty Images)

Il primo passo per il nuovo governo Draghi sarà il giuramento del presidente del Consiglio e dei suoi ministri, già fissato per le 12 di domani (13 febbraio) al Quirinale. Il secondo, che al momento appare come una pura formalità, sarà il passaggio in Parlamento per ottenere la fiducia. Indicativamente succederà martedì 16 in Senato e il giorno successivo alla Camera.

Intanto però l’esecutivo è formato e merita qualche riflessione. I 5 Stelle hanno la maggioranza dei ministri con 4 (Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà), seguiti dai 3 di Pd (Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Dario Franceschini). Ma altrettanti sono quelli di Lega (Giancarlo Giorgetti, Erika Stefani e Massimo Garavaglia) e Forza Italia (Mara Carfagna, Renato Brunetta, Mariastella Gelmini). Infine uno per Leu e Italia Viva, i riconfermati Roberto Speranza ed Elena Bonetti

In mezzo ci sono sette conferme rispetto al Conte bis ma anche sei esordienti assoluti, tutti tecnici. Si tratta di Daniele Franco, Roberto Cingolani, Marta Cartabia, Patrizio Bianchi, Vittorio Colao e Cristina Messa.

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Nuovo governo Draghi: la nuova maggioranza commenta favorevole, ma ci sono critiche

Giusto il tempo di annunciare la lista e sono anche arrivate le prime reazioni politiche. Su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, augura buon lavoro al nuovo governo Draghi promettendo un sostegno leale e confermando che la squadra è stata scelta in assoluta autonomia dal Premier.

Gli fa eco anche Vito Crimi, capo politico de 5 Stelle: “Il MoVimento 5 Stelle garantirà il suo sostegno all’esecutivo con lealtà e correttezza. Auguro buon lavoro, in particolare, ai quattro ministri del MoVimento e a Roberto Cingolani, nuovo Ministro per la Transizione Ecologica”.

Proprio questa scelta però scatena le critiche dei dissidenti, di fatto o potenziali, all’interno del MoVimento. Barbara Lezzi esprime tutto il suo disappunto: “Il super ministero chiesto da Beppe Grillo non c’è. Il ministero dell’Ambiente non sarà fuso con il ministero dello Sviluppo economico”. Quest’ultimo è stato affidato alla Lega, una scelta che non piace. E così Alessandro Di Battista, su Facebook, chiede e si chiede se “ne valeva la pena?”

Critica anche Giorgia Meloni che non ha ancora sciolto le riserve sull’astensione oppure il no all’esecutivo Draghi. Lo definisce un governo di compromesso tra il vecchio e il nuovo corso. “Mi chiedo se i cittadini, gli imprenditori, i lavoratori e tutte le persone in difficoltà si sentano rassicurate dall’immagine che vedono. Sono convinta più che mai che all’Italia serva un’opposizione libera e responsabile”.

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