Antonella Elia, dramma terribile: “Sono stata squartata”

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Antonella Elia, dramma terribile per la conduttrice televisiva. La donna ha deciso di uscire allo scoperto. 

Antonella Elia
Antonella Elia (screenshot da Instagram)

Antonella Elia, con ammirevole coraggio, si riaffaccia indietro e racconta del suo tumore al seno. Un’esperienza vissuta ormai diversi anni fa, ma che la conduttrice ha spiegato quest’oggi nel corso di in un’intervista per Panorama. Un modo per dare un messaggio alle donne che stanno vivendo lo stesso traumatico percorso o, in generale, a chiunque sia malato.

“Nel 2016 ho scoperto di avere un tumore. Un carcinoma “in situ”. “Una bomba che ti può esplodere da un momento all’altro” mi dissero. Sono stata operata con l’asportazione di un quadrante al seno di 4 cm. Sono squartata, una mutilazione che mi ha segnata per sempre, che mi ha colpita nella mia femminilità”, scrive su Instagram l’attuale opinionista del Grande Fratello Vip.

Antonella Elia racconta la sua malattia

 

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 La 57enne risponde inoltre a chi l’ha offesa e accusata di aver strumentalizzato la malattia per farsi pubblicità: “Dagli attacchi miserabili e gratuiti che ho ricevuto in questi ultimi giorni ho deciso di lasciar perdere denunce e querele, e di trasformare la mia dolorosa esperienza in aiuto. Mi sono messa a nudo su Panorama er dire che non c’è da vergognarsi di essere malati, la diagnosi precoce può salvare la vita: la prevenzione, la mammografia, lo screening sono fondamentali, ed io che ne sono uscita sono qui per testimoniarlo”.

Infine conclude il messaggio con una serie di ringraziamenti più una citazione di Nadia Toffa: “Grazie di cuore a tutte le persone che mi sono state vicino, un grazie al mio amico e ufficio stampa Gianluca Meola per avermi incoraggiata a parlare dell’intruso, al mio oncologo Dottor Andrea Botticelli alla fantastica penna di Terry Marocco e allo scatto di Stefano Grasso”.

“Rivendico il diritto di parlare apertamente della nostra malattia, che non è esibizionismo né un credersi invincibili, anzi: è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire” (Nadia Toffa)

 

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