Morto Colin Bell, addio alla leggenda del Manchester City

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Morto Colin Bell, negli anni ’60 e ’70 è stato una leggenda del Manchester City. A lui è intitolata una tribuna dell’Etihad Stadium

Morto Colin Bell, bandiera del Manchester City

A 74, dopo una lunga malattia, è morto oggi Colin Bell autentica leggenda del Manchester City a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Con la maglia dei ‘Citizens’ ha messo insieme ben 492 partite segnando 152 reti e a queste ha aggiunto anche 48 presenze con la Nazionale inglese.

Più dei numeri, conta l’affetto dei tifosi del City che allora come oggi lo vedevano come un vero idolo. Non a caso gli era stata intitolata una tribuna nel vecchio stadio del club quando era ancora pienamente in vita ed è stato così anche all’Etihad Stadium con la West Stand che porta il suo nome in seguito al voto dei tifosi.

“Lascia la moglie Marie, i figli Jon e Dawn e i nipoti Luke, Mark, Isla e Jack – è scritto nel comunicato del club con le parole del chairman, Khaldoon Al Mubarak – Sarà sempre ricordato come uno dei più grandi da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Senza gli infortuni avrebbe vinto molto di più”.

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Colin Bell aveva 74 anni (Getty Images)

Bell, prodotto dal vivaio del Bury, era arrivato a 20 anni al City. Con Francis Lee e Mike Summerbee (visto successivamente anche in ‘Fuga per la vittoria‘ con Pelè)ha formato una cerniera in mediana spettacolare e difficilissima da battere. Decisivo sin dall’inizio per la promozione alla First Division del Manchester City, nel 1968 trascinò la squadra alla vittoria nella seconda Premier League della sua storia.

Quell’anno debuttò anche con la Nazionale e nel 1969 vinse la FA Cup guadagnandosi anche il viaggio con l’Inghilterra ai Mondiali in Messico. Nel 1970 ha anche vinto con il City la Football League Cup e la Coppa delle Coppe.  A 29 anni, nel 1975 in piena carriera,
uno scontro con Martin Buchan del Manchester United mise di fatto fine prematuramente alla sua carriera.

Provò poi l’avventura negli States senza successo e anni dopo entrò nella English Football Hall of Fame diventando anche membro dell’Ordine dell’Impero Britannico. Oggi se n’è andato, ma resterà nella storia del calcio britannico.

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