Poliziotti candidati alle elezioni comunali solo per avere l’aspettativa: aperta indagine interna

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Un gruppo di poliziotti specializzati nel candidarsi alle elezioni comunali in piccoli centri, come Carbone in provincia di Potenza, solo per usufruire di un mese di aspettativa retribuita.

Polizia

La Polizia di Stato ha aperto un’indagine interna sul gruppo di poliziotti del reparto mobile di Reggio Calabria che da anni si candidavano alle elezioni comunali e sfruttavano il mese di aspettativa elettorale senza mai fare campagna elettorale.

Un piano che si è scontrato con la mancanza di avversari nel piccolo comune di Carbone. I poliziotti sono risultati gli unici candidati e quindi, stavolta, sono stati eletti. Dopo essersi dimessi in massa, il Municipio è stato commissariato dal governo.

La candidatura alle elezioni comunali ha permesso ai poliziotti di godere di un mese di aspettativa elettorale. Trenta giorni di vacanza, in pratica, non avendo mai fatto campagna elettorale a Carbone. Gli stessi uomini della forza di pubblica sicurezza si erano già candidati negli anni scorsi in altri centri comunali, senza però venire mai eletti.

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Candidati solo per il congedo: i precedenti

Tutto lecito a livello legislativo, ma la Polizia indaga per la violazione delle norme deontologiche per la professione dell’ufficiale di pubblica sicurezza. Il senatore di Leu, Nicola Fratoianni, ha chiesto in Parlamento di fare chiarezza sulla vicenda di Carbone al fine di non infangare l’onore dei tanti poliziotti che svolgono con dovere il proprio ruolo pubblico.

Carbone è un comune con appena 600 residenti in provincia di Potenza. Il sindaco appena eletto si è dimesso con i sette consiglieri di maggioranza all’indomani della nomina. Il candidato unico era Vincenzo Scavello, che ha ricevuto 78 preferenze. L’uomo è di Messina e si era candidato con la lista “Onesti e liberi”, ma nessuno degli abitanti di Carbone lo conosce, né l’ha mai visto in paese.

La pratica di candidarsi solo per avere il congedo di un mese è molto diffusa tra tutte le forze dell’ordine. Era già successo nel 2018 a Capodimele (Latina), mentre a Verona si erano registrati addirittura 40 agenti tra le varie liste candidate alle elezioni.

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