Brasile, nuove restrizioni sull’aborto in vigore da oggi

In Brasile, Il Ministero della Sanità ha pubblicato delle nuove leggi sull’aborto, dopo il caso di una bambina di 10 anni violentata dallo zio, a cui era stata negata la possibilità di abortire. 

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In Brasile, il Ministero della Sanità ha autorizzato delle nuove restrizioni che riguardano l’aborto. È stato infatti introdotto l’obbligo per i medici di permettere di decidere o meno se guardare l’embrione durante l’ecografia. Una donna che sceglie di abortire dovrà inoltre essere informata per legge di tutte le implicazioni e i dettagli possibili e dovrà essere obbligatoriamente avvertita dei rischi di una possibile azione legale nel momento in cui non riesce a dimostrare di aver subito abusi sessuali che hanno portato alla gravidanza. Lo stupro inoltre, con queste nuove disposizioni, dovrà essere denunciato da chiunque viene a conoscenza del fatto indipendentemente da quale sia la volontà della vittima a riguardo. 

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Brasile, sull’aborto ha vinto la corrente conservatrice

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Una vittoria particolarmente significativa per il partito conservatore guidato dall’attuale premier brasiliano Jair Bolsonaro. Queste nuove restrizioni sono state varate a seguito di un caso tragico che ha tenuto banco in Brasile per molto. A una bambina di dieci anni, rimasta incinta dopo le continue violenze sessuali dello zio, era infatti stata negata la possibilità di abortire. Una situazione grottesca e surreale, che aveva costretto la famiglia a portare la figlia a Recife per poter essere sottoposta a un intervento. Da quel momento, davanti all’ospedale in cui era stata negata questa richiesta, si sono svolte diverse manifestazioni riconducibili all’estrema destra. 

Brasile, Lula fa mea culpa sul caso Battisti

Una decina di giorni fa, l’ex presidente del Brasile Lula, ha concesso un’intervista al canale Youtube TV Democracia. In questa, ha ammesso di aver commesso un grave errore nell’accettare la richiesta di asilo politico del terrorista italiano cesare Battisti.

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