Scuola, quanti nodi da sciogliere: dalla mascherina agli scuolabus

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Manca poco al rientro a scuola, eppure ci sono ancora tantissimi nodi da sciogliere. Diversi i temi da risolvere, dalle mascherine fino agli scuolabus.

Scuola nodi
Tanti i temi da risolvere in vista dell’anno scolastico (Getty Images)

Il 14 settembre sarà la data fatidica per l’inizio della scuola ai tempi del Coronavirus, eppure ad oggi restano diversi i nodi da sciogliere. Infatti sono diversi gli esperti contro l’uso della mascherina chirurgica da parte dei bambini. Ma non solo, infatti, resta ancora da decidere la temperatura corporea con cui uno studente dovrà rimanere a casa. Al momento, infatti, si sta decidendo tra i 37.1° ed i 37,5°, nodo importante da sciogliere anche in vista della stagione influenzale.

Nella giornata di ieri, per sciogliere tutti questi nodi legati alla scuola, c’è stato il vertice tra Governo e Regioni. L’obiettivo è decidere come si svolgerà il nuovo anno scolastico dopo lo stop causato dal Coronavirus. Oggi, infatti, ci sarà una conferenza stampa, in cui verrà discusso il documento dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gestione dei casi e dei nuovi focolai scolastici causati dal Covid-19.

Scuola, tanti nodi da sciogliere: la proposta del Ministro Boccia

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I dubbi da risolvere sul nuovo anno scolastico (Getty Images)

Così durante la giornata odierna, il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, discuterà il documento dell’Istituto Superiore della Sanità. Infatti Boccia vorrebbe applicare formalmente il documento proposto dall’Iss. Ma non solo, infatti, Boccia vorrebbe implementare integrazioni o suggerimenti operativi  per l’attività dell’Asl sui vari territori.

Ma sul tema scuola bisogna sciogliere diversi nodi, ma soprattutto colmare importanti distanze. Infatti i Governatori hanno imposto il “No” alle mascherine in classe. Mentre un altro tema caldo è quello dei trasporti. Infatti con la presenza della pandemia, potrebbero crearsi dei nuovi focolai su scuolabus ed autobus scolastici.

Il Governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha infatti riportato come ad oggi non esistono soluzioni sostenibili nè per il trasporto locale, nè tantomeno per quello pubblico.

L.P.

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